Era domenica mattina, mi sono svegliata tardi. L’odore del caffè forte saliva dal balcone, caldo e amaro. Una macchina è passata in strada, rombo basso che vibra nell’aria. Ho sorseggiato la tazza, appoggiata alla ringhiera. Di fronte, l’appartamento di Elena. La tenda bianca si muove piano, appena un fruscio. Luce tamisée filtra, corpi nudi si intravedono.
Elena e la sua vicina, Laura. Dopo mesi di silenzio, litigi sentiti dal muro. Ora si abbracciano forti, bocche che si divorano. Elena strappa la camicetta a Laura, reggiseno nero trasparente salta fuori, capezzoli duri. Laura geme piano, mano tra le cosce di Elena. Io sento la fica pulsare, bagnata già. Mano scivola sotto la gonna, tocco il clitoride gonfio. ‘Cazzo, quanto sono belle’, penso.
Lo Sguardo che Accende il Fuoco
Sento uno sguardo. A sinistra, finestra di Marco, il vicino single, muscoli tesi sotto la maglietta. Mi fissa, sorride malizioso. Ha visto la mia mano muoversi. Il suo cazzo gonfia i pantaloni. Io non smetto, alzo gli occhi, lo provoco. Lui annuisce, sparisce.
Bussano piano. Apro, lui lì, sudato. ‘Ti ho vista, Sofia. Ti eccitano loro?’. ‘Sì, e tu mi fai bagnare di più’. Lo tiro dentro, balcone aperto. Ci baciamo feroci, lingue umide, mani ovunque. ‘Shh, i vicini…’, sussurro. Ma lui ride, alza la mia gonna. Mutandine fradice. ‘Cazzo, sei una troia voyeur’. Le strappa, ginocchio a terra.
Lingua sulla fica, lecca piano, poi succhia il clitoride. ‘Buona, salata’. Io gemo, ‘Marco, più dentro…’. Dita entrano, due, tre, pompo sul suo viso. Di fronte, Elena sdraia Laura sul letto, lingua nella figa rasata. Vedo tutto, tenda socchiusa. Marco si alza, pantaloni giù. Cazzo enorme, vene gonfie, cappella rossa.
La Fica Riempita sul Balcone
Mi gira, mani sul tavolo balcone. ‘Prendilo, puttana’. Spinge piano, cappella apre le labbra. ‘Ahh, sì…’. Entra tutto, 20 cm duri. Fica piena, pareti stirate. Va e vieni lenti, poi forti. Palle sbattono sul culo. ‘Più forte, cazzo!’. Io urlo piano, paura che sentano. ‘Guarda loro, mentre ti scopo’. Elena tribba su Laura, gemiti alti.
Adrenalina sale, rischio che un altro vicino spunti. Sudore cola, corpi appiccicosi. Lui afferra tette, pizzica capezzoli. ‘Vieni, bagna il mio cazzo’. Io esplodo, fica stringe, squirt sul balcone. Lui grugnisce, ‘Prendi la sborra!’. Getti caldi dentro, riempie tutto, cola giù gambe.
Ci calmiamo ansanti. Lui esce piano, ‘Il nostro segreto, Sofia’. Io annuisco, mutandine rotte a terra. Chiudo balcone, ma ora tutto è cambiato. Elena e Laura? Solo l’inizio. Marco mi strizza l’occhio dalla finestra. Il palazzo pulsa di segreti. Ogni finestra nasconde una fica bagnata, un cazzo duro. Non vedo più vicini, vedo prede.