Abito in questo palazzo da anni, al terzo piano, con vista diretta sull’appartamento di fronte. Lui si chiama Marco, sui 45 anni, single, corpo atletico da palestra. L’ho notato subito, con quel sorriso malizioso quando ci salutiamo sulle scale. Ma è di sera che tutto inizia. La luce tamisée del suo salotto filtra attraverso le tende semiaperte. Io sono sul mio balcone, con una tazza di caffè in mano, l’odore forte che mi avvolge. Una macchina passa in strada, rombando piano, e io alzo gli occhi. Eccolo lì, seduto sul divano, pantaloni abbassati, mano che va su e giù sul suo cazzo duro. Porno sullo schermo, gemiti bassi che immagino. Il mio cuore batte forte. Mi nascondo un po’, ma non riesco a staccare lo sguardo. Il rideau si muove appena, come se sapesse di essere visto.

I giorni passano, e i nostri sguardi si incrociano. Un sorriso complice, un occhiolino. Sento l’umidità tra le cosce solo a pensarlo. Io, Sofia, 52 anni, vedova da due, con un corpo ancora sodo grazie alle camminate. Adoro questa scarica, l’adrenalina di spiare, di sapere che forse anche lui mi guarda. Una sera, apro la mia finestra, indosso solo una camicia da notte trasparente. Mi tocco piano la fica, gambe aperte verso di lui. Lo vedo fermarsi, gli occhi fissi. Il suo cazzo pulsa nella mano. ‘Cazzo, mi sta guardando’, penso, e infilo un dito dentro, bagnata fradicia.

Lo Sguardo che Brucia Attraverso i Vetri

Non resisto più. Busso alla sua porta, cuore in gola. ‘Sofia, entra’, dice con voce roca, solo in boxer, erezione evidente. Ci baciamo contro il muro, mani ovunque. ‘Ti ho vista, puttana’, sussurra, ‘ti tocchi pensando a me?’. ‘Sì, Marco, scopami, ti prego’. Mi strappa la camicia, mi lecca i capezzoli duri. Andiamo sul suo balcone, notte calda, rischio che i vicini di sotto sentano. Mi piega sul parapetto, a quattro zampe, culo in aria. ‘Guarda là, Sofia, se ci vedono?’. ‘Fottitene, ficcamelo dentro’. La sua lingua prima sul mio culo, lecca l’ano, bagnato di saliva. Poi il cazzo, grosso, duro, entra piano nella fica. ‘Ahhh, sììì, più forte!’. Pompa come un animale, palle che sbattono, io gemo piano per non urlare. ‘Nel culo, Marco, soddami’. Tira fuori, spinge sul buchetto stretto. Brucia, ma eccitante da morire. ‘Sei una troia da anali’, grugnisce, e mi incula profondo, mano sulla bocca per i miei ansiti. Sento una luce accendersi di fianco, un vicino che fuma? Terrorizzata, eccitata, vengo forte, la fica che squirta. Lui accelera, ‘Sto venendo!’, e mi riempie il culo di sborra calda, che cola giù.

Ci ritirammo dentro, sudati, ridendo nervosi. ‘Non dirlo a nessuno’, mi dice, baciandomi. Io annuisco, ma dentro di me, tutto è cambiato. Ora ogni finestra, ogni balcone, ha un segreto. Il quartiere non è più lo stesso: lo guardo con occhi diversi, sapendo cosa nasconde. E aspetto la prossima notte, col caffè in mano, pronta a ricadere.

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