Vivo in un condominio vecchio qui a Roma, al terzo piano. L’appartamento di fronte è quello di Marco, un tipo sulla trentina, impiegato, single. L’ho notato subito. All’inizio lo vedevo biondo, capelli lunghi, ma un mese fa li ha tagliati corti, neri come la pece. Che cambiamento, cazzo. Ogni sera, apro un filo la tenda, fingo di bere il caffè sul balcone. L’odore forte mi sale dal naso, mentre una macchina passa lenta in strada, romba piano.

La luce dal suo salotto è sempre tamisée, gialla. Ieri sera, lui era lì, a torso nudo, pantaloni larghi. Si è girato, ha abbassato lo sguardo… ehm, si stava toccando. La mano dentro i pantaloni, movimenti lenti. Il mio cuore ha pompato forte. Ho sentito la figa bagnarsi all’istante. Lui ha alzato gli occhi, come se sapesse. Il mio balcone è di fronte, a due metri. Ha sorriso? O era la penombra? Ho chiuso la tenda di scatto, ma ero fradicia.

Sguardi Rubati dalla Finestra

Oggi, in ascensore. Siamo entrati insieme. ‘Ciao, vicini?’, ha detto con quel sorriso. Occhi verdi, penetranti. ‘Sì, tu sei Marco, vero? Io Sofia.’ Profumo di dopobarba, corpi vicini nell’ascensore stretto. Le sue spalle larghe sfiorano il mio seno. ‘Ti vedo sempre dal balcone’, ha mormorato. ‘Anche tu a me?’, ho risposto, voce tremante. Silenzio elettrico. Fuori, il rumore di un vicino che sbatte la porta. ‘Stasera caffè?’, ha chiesto scendendo. Ho annuito, eccitata da morire.

Ore 22. Bussano piano. Apro, lui entra. ‘Ho visto che mi guardi’, dice diretto, chiudendo la porta. Lo tiro dentro, lo bacio famelica. Lingue che si intrecciano, mani ovunque. ‘Cazzo, Sofia, sei una bomba.’ Lo spingo contro la finestra aperta sul balcone. Tenda che sventola leggera col vento. Fuori, luci accese negli altri appartamenti. Rischio che qualcuno ci veda. Mi strappa la camicia, tette libere. Le succhia i capezzoli duri, mordicchia. Io gli abbasso i jeans, il cazzo salta fuori, duro come ferro, grosso, vene gonfie.

Sesso Selvaggio col Rischio di Essere Scoperti

‘Voglio scoparti qui’, ansimo. Lo giro, lo piego sul davanzale. Figa esposta al quartiere, vento fresco sulle chiappe. Lui mi lecca da dietro, lingua nella fessura bagnata, su clitoride gonfio. ‘Sei zuppa, troia.’ Geme. Infilo il suo cazzo in bocca, lo succhio profondo, gola piena, saliva che cola. Lo branlo forte, palle in mano. ‘Sto per venire’, grugnisce. ‘No, scopami ora!’ Mi penetra di colpo, figa piena, stretch delicioso. Pompa forte, schiaffi sulle chiappe. ‘Più forte, cazzo, fammi urlare!’ Ogni spinta, il balcone trema. Sento passi in cortile? Una luce si accende di lato. Adrenalina pura, vengo urlando, figa che pulsa sul suo cazzo.

Mi ribalta, mi sbatte contro il vetro. Gambe aperte, mi fotte in piedi, tette che ballano. ‘Guardali, Sofia, i vicini potrebbero vederci.’ Mi infila un dito nel culo mentre mi scopa, doppio piacere. Vengo di nuovo, spruzzo. Lui accelera, ‘Prendo la tua figa!’ Sborra dentro, caldo, tanto, cola giù sulle cosce. Ansima, mi bacia sudata.

Ci calmiamo sul divano, corpi appiccicosi. ‘Non dirlo a nessuno’, sussurra. Annuisco, sorriso complice. Ora ogni luce nel condominio mi eccita. Quel vecchio al quarto? Chissà se ha visto. Marco esce piano, bacio finale. Il segreto ci lega, il quartiere non è più lo stesso. Ogni finestra è una tentazione.

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