Ero sul balcone, caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida della sera. Milano trafficata là sotto, un’auto passa lenta, clacson lontano. Di fronte, appartamento illuminato fioco, tende semiaperte. Lui, Luca, il nuovo vicino, torso nudo, muscoli tesi mentre si toglie la camicia. I nostri occhi si agganciano. Sorride, malizioso. Io arrossisco, ma non mi sposto. Cuore che batte forte.

Da giorni così. Mattina, lui sul balcone a fumare, io in vestaglia leggera. ‘Buongiorno, bella!’, grida piano. Io rido, ‘Sei un voyeur eh?’. La tensione sale, proibita, vicini, finestre aperte. Una sera, lo vedo toccarsi piano attraverso i pantaloni, sguardo fisso su di me. La mia figa si bagna all’istante. Mordo il labbro, alzo il bicchiere di vino. Lui fa cenno, ‘Vieni da me?’. No, dico io col gesto, ma dentro muoio dalla voglia.

Lo Sguardo Che Ha Acceso Tutto

Sms quella notte: ‘Non ce la faccio più. Giochiamo?’. Vengo da te, penso. Bussano piano. Apro, lui lì, occhi verdi, capelli scompigliati. ‘Isabella? No, io sono Sofia, ma chiamami come vuoi’. Entriamo, risate nervose. ‘Giochiamo a strip poker? O meglio, a gages cronometrati’. Propongo io, audace, l’adrenalina del proibito mi eccita da morire.

Lo lego le mani dietro, corda dal cassetto. ‘Vediamo chi resiste di più’. Gli calo i boxer, cazzo duro che schizza fuori, grosso, venoso. ‘Kneel sul divano’. Cronometro partito. Mani sul corpo, sfioro palle, asta, cappella. Geme, ‘Cazzo Sofia, sei una diavola’. Io piano, unghie leggere sulle cosce, dentro fianchi. Sudore suo, odore maschio. Dieci minuti, lo porto al limite. ‘Vengo!’, urla. Prendo il bicchiere, squirto tutto, sperma caldo, denso, fondo vetro.

Il Gioco Selvaggio sul Balcone

‘Dodici minuti. Ora tocca a me’. Mi lega, divano, balcone semiaperto, luce strada filtra. Mani sue ovunque, tette pesanti strizzate, capezzoli tirati. ‘Hummm’, gemo. Dita tra cosce, figa fradicia, peli umidi. Sette minuti, accelera, clitoride, un dito in fica, poi due. ‘Resisti?’, ride. Io sudo, ‘Cazzo sì’. Nove minuti, vibro dal comodino, lo infila piano. ‘Bzzz basso’. Ondulo, culo contro mano sua. Paura: tenda mosso dal vento, vicini spiano? Eccitazione doppia.

‘Neghi ancora?’, dice, alza vibro max. ‘Nooo!’, urlo, orgasmo violento, figa contrae, squirto sul divano. Undici minuti. ‘Hai perso!’. Mi slega, bicchiere in mano. ‘Bevi il mio sperma’. Esito, ma lo voglio. Inclina, liquido bianco sulla lingua, salato, caldo. Ingoio, ‘Mmm, buono il tuo jus’. Lui duro di nuovo. ‘Ora succhiami’. Bocca piena, vibro ancora dentro, gemo vibrando sul suo cazzo. Viene in gola, ingoio tutto. Io esplodo seconda volta.

Ci accasciamo, sudati, risate piano. ‘Domani spiaggia nuda?’, scherzo. ‘Shhh, segreto’. Balcone chiuso, ma ora ogni luce accesa in palazzo mi fa fremere. Quei vicini? Chissà cosa nascondono. Il nostro sporco segreto ha cambiato tutto, vicini non più anonimi, pieni di promesse proibite.

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