Cazzo, è presto, ma non resisto. Caffè in mano, esco sul balcone. L’odore forte mi riempie le narici, misto all’aria fresca di Roma. Di fronte, l’appartamento del mio vicino Karim. Le tende sono socchiuse, luce fioca dentro. Lo vedo muoversi. Alto, pelle olivastra, muscoli tesi sotto la maglietta. È immigrato dall’India, dicono in condominio. Single, misterioso.

Ieri sera l’ho spiato. Lui nudo, mano sul cazzo duro. Gocce di sudore sul petto, gemiti soffocati. Il mio clitoride pulsava, ho infilato dita nella fica bagnata. Rideau che si muoveva appena, una macchina in strada sotto, clacson lontano. Paura che qualcuno notasse. Ma eccitazione pura.

Sguardi roventi dal balcone

Oggi lo guardo. Lui esce sul balcone, caffè pure lui. I nostri occhi si incrociano. Sorride, timido. Io arrossisco, ma non distolgo lo sguardo. ‘Buongiorno’, dice con accento sexy. ‘Buongiorno bello’, rispondo, mordendomi il labbro. Prossimità maledetta, solo 5 metri ci separano. Sento il cuore battere. Lui fissa il mio top stretto, capezzoli duri contro il tessuto. ‘Fa caldo già’, butto lì. Ride. Tensione sale, proibito dal condominio pettegolo.

Sera. Sono eccitata da morire. Finestra aperta, luce bassa. Lo vedo di nuovo, camicia aperta. I nostri sguardi bruciano. Faccio finta di stirarmi, top che sale, pancia nuda. Lui si avvicina alla ringhiera. ‘Vieni da me?’, grida piano. Cuore in gola. ‘Sì, cazzo sì’. Scendo, busso alla sua porta. Apro la vestaglia, solo mutandine.

Entra in me con gli occhi prima. ‘Sei bellissima’, sussurra, accento che mi bagna. Mi bacia il collo, mani sui fianchi. Odore di spezie indiane, caffè vecchio. Mi spinge contro il muro, balcone visibile. ‘Qui? Ci vedono’, ansimo. ‘Meglio così’, ringhia. Strappa il top, succhia capezzoli duri. Linguata bagnata, morde piano. Gambe tremanti.

La scopata selvaggia e il brivido di essere visti

Mi gira, mani sul vetro della finestra. Fica esposta, balcone di fronte illuminato. ‘Guardami mentre ti scopo’, ordina. Sento il suo cazzo duro contro il culo. Enorme, venoso. Lo bagna con la mia saliva, lecca la cappella. ‘Succhia’, dico. Mi inginocchio, ingoio tutto. Bocca piena, gola profonda. Geme forte, ‘Cazzo, troia italiana’. Rischio: vicini che passeggiano sotto, voci in cortile.

Mi alza, piega sul tavolo. Spinge il cazzo nella fica fradicia. ‘Ahhh!’, urlo piano. Pieno, mi spacca. Colpi secchi, palle che sbattono sul clitoride. ‘Più forte, Karim! Scopami come una puttana!’. Mani nei capelli, tira. Vedo riflessi: tende mosse di lato, luce accesa di fronte. Qualcuno ci guarda? Adrenalina mi fa venire. Fica contrae, squirto sul pavimento.

Mi gira, gambe spalancate sul divano. Entra di nuovo, occhi nei miei. ‘Vengo dentro?’, ansima. ‘Sì, riempimi la fica!’. Spingo i fianchi, unghie nella schiena. Geme, esplode. Sperma caldo, profondo. Tremiamo insieme. Rumore auto in strada, risate lontane. Paura e goduria.

Dopo, sudati, caffè sul balcone. Silenzio complice. ‘Non dirlo a nessuno’, sussurro. Sorride. Ora ogni finestra è un segreto. Il condominio? Non è più lo stesso. Ogni ombra un brivido, ogni vicino un possibile amante. Questo sporco piacere ha cambiato tutto.

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