È l’estate del ’89, vivo in questo palazzo vecchio in una cittadina del nord Italia. Ho 35 anni, Sofia, sposata con un ingegnere che russa come un trattore, due bimbi piccoli. Ma cazzo, il nuovo vicino del piano di sopra mi sta facendo impazzire. Yusuf, 19 anni, nero come la notte, dalla Guinea, 1,88 di muscoli puri. Si è trasferito con la famiglia qualche mese fa. Dal mio balcone, con la tazza di caffè in mano, lo vedo dalla finestra aperta di fronte. Sudato dopo l’allenamento, torso nudo, pantaloncini attillati che gli marcano il pacco enorme. Il rideau si muove piano col vento, un’auto passa in strada rombando. Io resto lì, paralizzata, la figa che si bagna piano.

All’inizio erano solo sguardi. Lui si accorge di me, sorride con quei denti bianchi, mi fissa le tette sotto la camicia da notte trasparente. Io arrossisco, ma non mi sposto. ‘Buongiorno Sofia’, mi dice un giorno dal balcone, voce profonda. ‘Hai un bel panorama eh?’. Rido nervosa, ‘Anche tu non sei male’. Sento l’odore del suo sudore mescolato al mio caffè. La sera mi masturbo pensando a quel cazzo che immagino grosso, le dita nella fica fradicia, mordendomi il labbro per non gemere forte. Il marito dorme, i vicini chissà. L’adrenalina mi fa venire da morire.

Sguardi Caldi dalla Finestra e Desiderio che Sale

Al supermercato lo incontro. Sta scegliendo le zucchine, quelle grosse. ‘Sofia, prendi questa, è perfetta per… cuocere bene’, dice con un ghigno, porgendomela. La stringo, è spessa, le dita non girano intorno. Arrossisco, la fica pulsa. ‘Grazie Yusuf, la proverò’. A casa, la lavo, me la infilo strappando le mutande. Immagino sia il suo cazzo nero, la spingo dentro fino in fondo, vengo urlando piano, il cuore a mille.

Una sera lo vedo dalla finestra: sta scopando la sua ragazza bionda sul letto. Lei urla, le gambe aperte, quel mostro nero che entra e esce dalla sua fica rasata. Non ce la faccio più. Busso alla sua porta, pretesto lo zucchero. ‘Entra Sofia’, dice mezzo nudo, pacco gonfio. La tensione esplode. ‘Cazzo Yusuf, ti ho visto. Voglio provarlo’. Lui ride, mi afferra, mi bacia la bocca, le mani sul culo. ‘Sei una troia voyeur eh?’. Mi strappa la gonna, le mutande a brandelli. ‘Guardami questa fica italiana bagnata’. Mi sbatte contro il muro, mi lecca i capezzoli duri, poi mi gira, mi piega sul balcone.

La Scopata Cruda col Rischio di Essere Scoperti

Fuori è buio, ma la luce del lampione illumina tutto. Paura che i vicini vedano, eccitazione pura. ‘Shh, non urlare o ci beccano’. Tiro giù i suoi pantaloni, quel cazzo enorme, venoso, cappella viola, 25 cm di carne nera. Lo prendo in bocca, soffoco, saliva che cola. ‘Brava puttana bianca’. Mi alza, me lo struscia sulla fessura, entro in calore. ‘Cazzo, spacca la mia fica!’. Entra piano, mi dilata, fa male e fa piacere. Grido, lui mi tappa la bocca. Pompa forte, palle che sbattono sul mio clito, ‘Ti riempio di sborra nera’. Io vengo, squirto sul pavimento, lui accelera, ruggisce e scarica fiotti caldi dentro, trabocca. Ansimo, gambe che tremano.

Ci rivestiamo in fretta, un bacio ultimo. ‘Il nostro segreto Sofia’. Torno a casa, la fica dolorante piena di lui, il marito ronfa. Ora ogni finestra, ogni balcone ha un sapore nuovo. Questo palazzo non è più lo stesso, ogni vicino potrebbe sapere, e io? Io voglio di più.

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