Ero sul balcone, caffè in mano, quell’odore forte che mi riempiva le narici nell’aria umida di Roma. Dall’appartamento di fronte, nel cortile interno, lo vedevo. Tommaso, il mio vicino giovane, magro, occhi vivaci. Chinato sul tavolo, scribacchiava un nudo. Ma era un disastro, proporzioni sbagliate. Le tende bianche si muovevano piano, un filo d’aria. Alzò lo sguardo, mi sorprese a fissarlo. Arrossì, ma non distolse gli occhi. Sorrisi, mordicchiandomi il labbro. Sentii un fremito tra le gambe. ‘Cazzo, è carino’, pensai. Passa una macchina in strada, clacson lontano. La luce del suo appartamento era calda, gialla.

Nei giorni dopo, continuai. Ogni sera, caffè bollente, sigaretta accesa. Lui disegnava, io lo spiavo. Una volta, vidi la sua mano scendere sui pantaloni, si toccava piano mentre guardava verso di me. Il cuore mi batteva forte. Aprii di più la finestra, lasciai cadere la vestaglia. Seni nudi all’aria, capezzoli duri. Lui spalancò gli occhi, la matita cadde. ‘Vieni qui’, gli feci cenno con la mano. Esitò, poi sparì. Trenta secondi dopo, bussò alla mia porta. Sudato, eccitato. ‘Signora Sofia… ho visto che… mi dai consigli sul nudo?’

Sguardi Caldi Attraverso il Cortile

Lo feci entrare. ‘Siediti lì, al cavalletto’. Ero in vestaglia trasparente, capelli neri sciolti. Tirai fuori un mio schizzo, una bacchante nuda. ‘Copia questo’. Lui iniziò, ma tremava. Io fumavo, seduta sul divano di vimini, gambe accavallate. Il suo sguardo saliva su di me. ‘Hai problemi con l’anatomia, eh?’. Senza dire nulla, slacciai la vestaglia. La feci scivolare giù. Nuda davanti a lui. Seni piccoli e sodi, fica duvettata, bagnata già. ‘Ora disegnami me’. Si bloccò, cazzo duro nei pantaloni. Disegnò veloce, bravo. Finì in venti minuti. ‘Bravo, Tommaso’. Mi alzai, guardai il disegno. Magnifico. Ci fu silenzio. Il suo respiro pesante. La finestra aperta, rumori dal cortile. Qualcuno rideva giù in basso.

Scopata Intensa col Rischio di Essere Scoperti

Non resistetti. Mi chinai su di lui, lo baciai. Lingua dentro, umida. Lui mi respinse piano. ‘Signora, non…’ Ma gli presi la mano, la misi sulla mia figa. ‘Ssh, sentila quanto è bagnata per te’. Rise nervoso. ‘Cazzo, Sofia, sei pazza’. Gli slacciai i pantaloni, cazzo giovane, duro come ferro, cappella rossa. Me lo misi in bocca, succhiai forte, saliva che colava. Gemeva. ‘Aspetta, la finestra… ci vedono’. ‘Meglio, mi eccita’. Lo spinsi sul divano, mi misi a cavalcioni. Fica che scivolava sul suo cazzo. Entrai piano, ‘Ahhh, sììì, riempimi’. Lo cavalcavo forte, tette che rimbalzavano. Lui mi afferrava il culo, dita dentro. ‘Scopami, Tommaso, forte!’. Passi nel cortile, voci. Paura e adrenalina. ‘Se ci beccano…’. ‘Non fermarti, sto venendo!’. Orgasmò dentro di me, sborrata calda che usciva. Io tremavo, urlai piano. Sudati, collassati.

Dopo, ci rivestimmo veloci. ‘Domani ancora?’. Annuì, occhi complici. Chiuse la porta piano. Tornai sul balcone, sigaretta tremolante. Il cortile sembrava diverso. Ogni finestra un segreto. Ora sapevo: dietro quelle tende, desideri bollenti. Tommaso mi aveva cambiata. Il vicinato non era più noioso. Ogni sguardo un brivido. Quel segreto carnale ci legava. Aspetto la prossima lezione.

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