Ero lì, sul balcone, con la tazza di caffè in mano. L’odore forte mi saliva nelle narici, mescolato all’aria calda di questa estate romana. È luglio, fa un caldo boia. Dall’altra parte del cortile, la finestra dell’appartamento di Marco, il vicino del terzo piano. Il rideau si muove appena, una brezza leggera. Lo vedo. È solo, a torso nudo, sudato. Sta bevendo una birra, i muscoli tesi. I nostri sguardi si incrociano. Ehi, ciao, mi fa con la mano. Io sorrido, sento un brivido. Lui è sulla quarantina, spalle larghe, quel tipo che ti fa bagnare solo guardandolo.

Non resisto. Mi appoggio al parapetto, la vestitina leggera si solleva un po’ sulle cosce. So che mi sta fissando. Un’auto passa in strada, clacson lontano. Il cuore mi batte forte. È proibito, siamo vicini di casa, ci salutiamo sempre con un ‘buongiorno’ frettoloso. Ma stasera, dopo la litigata col mio ex, ho bisogno di qualcosa di vivo. Lui si avvicina alla finestra, apre di più il rideau. La luce tamisée del suo salotto illumina il suo petto. ‘Bella serata, eh Sofia?’, grida piano. Io annuisco, le guance in fiamme. ‘Vieni a berci una cosa?’, propone. Esito. ‘Ok, arrivo.’

Lo Sguardo dal Balcone che Accende Tutto

Salgo le scale, il cuore in gola. Busso. Apre in shorts larghi, sudore che gli cola sul collo. ‘Entra.’ L’appartamento odora di uomo, birra e sesso represso. Ci sediamo sul divano, vicini. Le nostre ginocchia si sfiorano. Parlo del mio ex, lui della sua ragazza che l’ha mollato. ‘Siamo entrambi fregati,’ dico ridendo. Le sue mani sulle mie cosce. ‘Sei una bomba, Sofia.’ Mi bacia. Labbra calde, lingua che invade. Mi bagna subito. ‘Aspetta, e se ci vedono?’, sussurro. ‘Meglio, mi eccita.’

Mi tira su, mi strappa la vestitina. Sono nuda sotto, le tette libere. ‘Cazzo, che figa depilata.’ Mi palpa, dita dentro di me, bagnata fradicia. Io gli abbasso gli shorts, il cazzo duro salta fuori, grosso, venoso. ‘Scopami, Marco.’ Mi piega sul tavolo, mi lecca il culo, la figa. La lingua gira sul clitoride, gemo forte. Paura: la finestra è aperta, i vicini sotto potrebbero sentire. Un rumore di passi nel cortile, ci blocchiamo. ‘Shh.’ Ma riprende, mi infila due dita, poi tre. ‘Vieni qui.’ Mi siedo sul tavolo, apro le gambe. Entra piano, il cazzo mi riempie. ‘Oh porca puttana, sei strettissima.’ Pompa forte, palle che sbattono sul mio culo. Io gli graffio la schiena, ‘Più forte, fammi urlare.’

L’Incontro Esplosivo e il Rischio di Essere Scoperti

Cambiamo. Lo cavalco sul divano, tette che rimbalzano. Lo guardo negli occhi, sudore che ci cola. ‘Sborrami dentro.’ Lui ansima, ‘No, ti riempio la bocca.’ Mi alzo, mi metto in ginocchio. Succhio il cazzo, saliva che cola, lo prendo in gola. Gola profonda, lui geme. ‘Vengo!’ Sborra caldo, denso, mi inonda la bocca, ingoio tutto. Gocce sul mento. Un’auto passa di nuovo, fari che illuminano la finestra. Ci ridiamo sopra, eccitati dal rischio.

Ci rivestiamo piano. ‘È stato pazzesco,’ dice lui, accarezzandomi i capelli. Io annuisco, le gambe tremanti. Scendo le scale, l’odore del suo sperma in bocca. Ora il condominio è diverso. Ogni finestra, ogni balcone nasconde segreti. Marco mi saluterà domani con un occhiolino complice. E io? Io bramo già il prossimo sguardo proibito. Questo vicinato non è più noioso. È un nido di lussuria.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *