Ero sul balcone con il caffè in mano, l’odore forte che mi saliva nelle narici. La brezza leggera muoveva la tenda dell’appartamento di Vera, di fronte al mio. Luce tamisée, ombre che si muovevano. Ho sbirciato. Loro quattro: Vera, Benedetta, Giacomo e io, no, stasera ero invitata da Vera. I miei vicini più vicini. ‘Vieni, Sofia, giochiamo’, mi aveva detto lei prima.
Entro, il cuore batte. Sul tavolo: dadi, spazzola, frustino. ‘Pronti per dolore e umiliazione?’, ride Vera in pantaloni larghi e maglietta aderente. Benedetta in jeans stretto, sudata già. Giacomo ghigna. Lancio il dado. Due. Non io. Giacomo trema, lancia: tre. ‘Cazzo, dai!’, impreca. Io lancio: sei. Salva.
Lo sguardo iniziale dalla finestra
Secondo giro. Il dado odia Vera: uno. ‘Strip sensuale’, ordina Giacomo. Musica bassa, lei si sfila la maglietta. Reggiseno cade, tette piccole, capezzoli duri come chiodi. Si gira, pantaloni giù, stringa minuscola. Tracce rosse sul culo dalla sera prima. Nuda, braccia lungo i fianchi. ‘Fessata da Sofia’. Mi alzo, eccitata. La metto in ginocchio sul letto, ginocchia aperte. Culo spaccato, fica rosa che luccica.
Inizio piano, schiaffi leggeri. Pelle si arrossa. Mano sinistra sul suo fianco, colpisco forte: pacche sul culo, cosce. Lei si contrae. Accarezzo, dita sulla fica bagnata. ‘Ultima serie’. Schiaffi interni cosce, zona pallida che segna subito. Urla piano. Finisco con pacche sonore. Si alza, si sfrega.
Benedetta alla spazzola. Vera a pancia in su, gambe in V, ginocchia dietro braccia. Tutto esposto: labbra aperte, buco umido. Benedetta colpisce cosce, interno culo. ‘Dolore o piacere? Tocati o ti spazzolo la fica’. Vera: ‘Spazzola’. Colpo secco sulla fica. Urlo, lacrime. Benedetta esita, ferma. Io mi avvicino, lecco la fica gonfia. Lingua su clitoride, lei trema, orgasmo violento, gambe mi stringono.
Giacomo frustino. ‘Dodici colpi, conta’. Lei in piedi, mani su ginocchia. Frustate leggere, poi forti. A sei urla, si tocca il culo. ‘Basta, troppa dolore’. Lui passa a tette, pinza capezzoli. Lei geme. Fine.
L’esplosione di sesso e rischio
Nuovo giro. Benedetta uno. ‘Nooo!’, grida. Strip: sweat giù, tette pozzanghera, capezzoli grossi. Jeans, perizoma. Nuda, peli tagliati, fica nascosta. Io la fesso sui miei ginocchi. Ritmo veloce, lei si dimena. Mani trattenute da Giacomo. Cosce rosse. Urla: ‘Basta!’.
Vera spazzola. Benedetta posizione V: peli spostati, clitoride eretto. Schiaffi cosce. ‘Scegli’. Lei si tocca, dita in fica, ma non viene. Giacomo lecca, lei esplode urlando.
Fuori, rumore auto in strada. Tende vicine si muovono? Paura mista eccitazione. Qualcuno osserva? Il proibito del condominio ci fa impazzire. Corpi sudati, odore sesso nell’aria.
Finita la sessione, vestiti sparsi. Benedetta: ‘E la passeggiata nuda?’. No, troppi rischi. Calma. Caffè di nuovo, ma ora occhi diversi. Quei vicini? Ora complici carnali. Ogni finestra un segreto. Ogni balcone un brivido. Domani li guarderò con la fica che pulsa.