Ero sul balcone stamattina presto, con il caffè in mano. L’aria fresca di Roma, quel profumo di cornetti dalla panetteria giù in strada. Il sole basso, luce dorata che filtra tra i palazzi. Non avevo chiuso le tende, e… beh, ero nuda sotto il kimono leggero. Mi piace così, libera, con la pelle che freme.

Di fronte, nell’appartamento dirimpetto, il rideau si muove piano. Luca, il vicino single, quel tipo alto con i muscoli da muratore. Lo vedo: pantaloncini larghi, torso sudato, si asciuga dopo la doccia. I nostri balconi sono vicini, basta sporgersi un po’. I nostri sguardi si incrociano. Lui sorride, malizioso. Io arrossisco, ma non mi copro. Anzi, lascio cadere il kimono. Le tette al vento, la figa liscia esposta. Sento l’adrenalina, cazzo, e se qualcuno passa in strada?

Il Gioco di Sguardi sul Balcone

Lui fissa, la mano che scivola giù, sotto i pantaloncini. Si tocca piano, lo vedo gonfiarsi. Io mi appoggio alla ringhiera, apro le gambe un filo. Il rumore di un motorino che sfreccia rompe il silenzio, ma non ci stacchiamo. ‘Ti piace?’ gli dico piano, labiale. Lui annuisce, accelera. Io mi sfrego il clito, umida già. Il cuore batte forte, proibito, così vicino, così visibile.

La giornata passa lenta, ma quel pensiero mi tormenta. Pomeriggio, lo incontro sulle scale. ‘Ciao, bel balcone il tuo,’ dice con un ghigno. ‘Vieni su per un caffè?’ balbetto, eccitata. Entriamo da me, porta chiusa, ma il balcone aperto invita.

Sesso Crudo con il Brivido dell’Interdetto

Non resisto. Lo bacio vorace, mani ovunque. ‘Cazzo, ti ho vista stamattina,’ ansima, palpandomi il culo. Lo spingo sul divano, gli abbasso i pantaloni. Il cazzo duro, venoso, grosso. Lo prendo in bocca, succhio forte, lingua sul glande. Geme, ‘Brava troia del balcone.’ Mi alzo, lo cavalco. La figa gli ingoia tutto, bagnata fradicia. ‘Fottimi duro,’ grido, tette che rimbalzano.

Ci spostiamo sul balcone, notte che cala, luci accese di fronte. Paura che ci vedano, Mirella la vecchia di fianco potrebbe spiare. Lui mi piega sulla ringhiera, mi incula piano prima, poi spinge forte. ‘Ti piace essere vista?’ mi sussurra, mano sul clito. Io urlo piano, orgasmo che arriva, figa che pulsa. Lui viene dentro, caldo, colando giù le cosce. Sudati, ansimanti, con il rumore di una macchina in basso.

Ci calmiamo piano, birre in mano, nudi ancora. ‘Non dirlo a nessuno,’ ridiamo. Ora ogni balcone, ogni finestra, ha un segreto. La coproprietà non è più la stessa: ogni sguardo è una promessa sporca. E io? Voglio di più.

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