Mi ricordo come se fosse ieri. Ero sul balcone, tazza di caffè in mano, quell’odore forte e amaro che mi saliva nelle narici. La brezza leggera faceva muovere appena la tenda dell’appartamento di fronte. Lui era lì, il nuovo vicino, Marco. Alto, sui trentacinque, corpo atletico, capelli scuri un po’ arruffati. Puliva il suo tavolo, camicia sbottonata che lasciava intravedere il petto muscoloso. I nostri occhi si incrociarono. Io… beh, arrossii, ma non distolsi lo sguardo. Lui sorrise, malizioso. Il cuore mi martellava.

Da quel giorno, è diventato un gioco. Ogni sera, intorno alle otto, io sul balcone con la vestaglia leggera, lui fumava la sua sigaretta. La luce tamisée del suo salotto illuminava il suo profilo. Sentivo il rumore di una macchina passare in strada, e pensavo: ‘E se qualcuno ci vede?’ Ma quello mi eccitava di più. Una volta, lui ha fatto finta di stiracchiarsi, tirando su la maglietta. Addominali perfetti. Io ho stretto le cosce, sentivo la fica già umida. ‘Buonasera, bella vicina’, mi ha detto una volta, voce profonda. ‘Buonasera’, ho balbettato, ‘tutto bene?’. ‘Meglio ora che ti vedo’. Dio, quel tono…

Sguardi Rubati e Desiderio Crescente

La tensione saliva. Passavamo sul pianerottolo, saluti brevi ma carichi. Le sue mani sfioravano le mie per sbaglio, o no? L’odore del suo dopobarba mi restava addosso. Immaginavo il suo cazzo duro premuto contro di me. Una sera, pioveva forte. Bussano. Apro, lui bagnato fradicio. ‘Mi si è allagata la cucina, puoi aiutarmi?’. Entro da lui, asciugamano in mano. ‘Vieni, togliti la camicia’. Le sue mani sulle mie spalle. ‘Ti ho vista guardare, sai? Ogni sera’. Il suo respiro caldo sul collo. Non resisto. Lo bacio, lingue che si intrecciano, disperate.

Mi spinge contro il muro, le mani sotto la vestaglia. ‘Cazzo, sei già bagnata’. Le sue dita entrano nella mia fica, scivolose. Gemo forte. ‘Shh, i vicini…’, sussurra, ma continua a leccarmi il collo. Mi gira, mi abbassa le mutande. Sento il suo cazzo duro contro il culo. ‘Vuoi che ti scopi qui?’. ‘Sì, fottimi’. Mi penetra piano, poi forte. Ogni colpo mi fa tremare. ‘La tua fica è stretta, un paradiso’. Io mi aggrappo al tavolo, tette che rimbalzano. Passa una macchina fuori, fari che illuminano la finestra. Paura, eccitazione. ‘Se ci vedono…’. ‘Meglio, che guardino come ti riempio’.

Sesso Selvaggio col Rischio di Essere Scoperti

Mi porta sul balcone, pioggia leggera sulla pelle. Mi piega sul parapetto, mi scopa da dietro. Il suo cazzo grosso mi spacca, clitoride sfregato dalla sua mano. ‘Vieni, troia, bagna il mio cazzo’. Urlo, orgasmo violento, gambe che cedono. Lui accelera, ‘Sto per sborrarti dentro’. Sì, lo sento pulsare, caldo sperma che mi inonda. Restiamo lì, ansimanti, corpi sudati. La tenda del vicino di lato si muove appena. Qualcuno ha visto?

Torniamo dentro, ci rivestiamo in silenzio. Un bacio lungo, tenero. ‘Questo è il nostro segreto’. Esco, gambe molli. Ora, ogni luce accesa nel condominio mi fa fremere. Quel palazzo non è più lo stesso. Ogni vicino potrebbe essere complice, o testimone. L’adrénalina non svanisce. Aspetto la prossima occhiata dal balcone.

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