Ciao, sono Elena, 32 anni, Roma, appartamento con balcone minuscolo ma vista perfetta sull’edificio di fronte. Ieri sera, caffè in mano, vapore che sale, odore forte che mi riempie le narici. La macchina passa lenta in strada, fari che sfiorano le tende. L’appartamento di fronte, luce tamisée, tenda che si muove appena. Lui è lì, Marco, il vicino single, torso nudo, muscoli tesi mentre si asciuga dopo la doccia. Lo guardo da minuti, cuore che batte forte. Sa che lo spio? Il suo sguardo si alza, incontra il mio. Sorrido, mordicchio il labbro. Lui non distoglie gli occhi, mano che scivola sul petto, piano, provocante.
Mi appoggio alla ringhiera, vestitino leggero che sale sulle cosce. Il vento caldo mi accarezza la pelle. Bevo un sorso, goccioline sul mento. Lui si avvicina alla finestra, tende aperte ora. Io slaccio un bottone, lascio intravedere il seno. ‘Cazzo, mi sta guardando davvero’, penso, figa che si bagna già. Lui fa un cenno, palmo aperto contro il vetro. Io annuisco, alzo il vestito piano, mutandine nere che spuntano. Un’altra macchina frena in basso, voci dal cortile. Paura? No, adrenalina pura. Mi giro, culo verso di lui, lo muovo lento. La tenda trema dalla sua parte.
Lo Sguardo che Brucia
‘Vieni qui’, gli dico sottovoce, ma lui sente? Esce sul balcone suo, a due metri dal mio. ‘Elena, ti vedo da giorni’, mormora rauco. ‘E io te, con quel cazzo duro sotto i pantaloni’. Ridiamo nervosi, corpi vicini, balconi divisi solo da un metro d’aria. Le mani si tendono, dita che si sfiorano. ‘Scavalca’, gli dico. Lui salta leggero, atterra sul mio balcone. Mi stringe, bocca sulla mia, lingua che invade. Mani sul mio culo, mi solleva contro il muro.
Mi strappa il vestito, tette libere all’aria. ‘Leccamele’, gemo. La sua bocca calda le divora, succhia i capezzoli duri, denti che mordono piano. Io gli slaccio i jeans, cazzo grosso che salta fuori, vene gonfie, cappella bagnata. ‘È enorme’, ansimo, lo prendo in mano, pompo forte. Lui geme, ‘Succhialo, troia’. Mi inginocchio, freddo del pavimento sulle ginocchia, lo ingoio tutto, gola piena, saliva che cola. Succhio vorace, lingua che gira sulla cappella, palle in mano. Lui mi afferra i capelli, ‘Brava, ingoialo’. Suoni umidi, risucchi, il mio clitoride pulsa.
La Scopata Selvaggia
Mi alza, mi gira, mani sulla ringhiera. ‘Scopami ora’, urlo piano. Cazzo che preme sulla fica bagnata, entra di colpo, ‘Ahhh cazzo!’. Mi riempie, pompa forte, palle che sbattono sul culo. Io spingo indietro, ‘Più forte, fammi urlare’. Sudore che cola, corpi che sbattono, ringhiera che trema. ‘Se ci vedono?’, ansima lui. ‘Che guardino, mi eccita di più’. Voci dal basso, luce che si accende in un altro appartamento. Paura mista a goduria, figa che stringe il suo cazzo. Lui mi scopa selvaggio, dita sul clitoride, ‘Vieni, puttana’. Esplodo, orgasmo che mi squassa, squirto sul balcone. Lui grugnisce, ‘Prendilo tutto’, spara dentro, sperma caldo che cola giù.
Ci accasciamo, respiri affannati, corpi appiccicosi. Lui mi bacia il collo, ‘Da non credere’. Io sorrido, ‘Il nostro segreto’. La macchina riparte in strada, luci spente di fronte. Ora ogni balcone, ogni finestra, ha un sapore nuovo. Quei vicini anonimi? Potrebbero essere complici, o prossimi. Il quartiere non è più lo stesso, pulsa di segreti come il mio.