Fa un caldo infernale qui a Milano, finestre aperte giorno e notte. Io nuda sul divano, sudata, con una bottiglia d’acqua in mano. Ascolto musica bassa, tipo quella vecchia roba italiana sensuale. Dall’altra parte del cortile, l’appartamento di Selim, il vicino marocchino che lavora nei cantieri. La luce è fioca, il suo rideau si muove appena, come se ci fosse una brezza inesistente.

Mi alzo, curiosa, e spio. Lui è lì, steso per terra sul tappeto, pantaloni abbassati. Il suo cazzo grosso, scuro, già duro. Si tocca piano, va e vieni lento. Il glande lucido, esce un filo di liquido. Gemo piano, la mia fica si bagna all’istante. Penso: ‘Cazzo, che voglia’. Lui alza lo sguardo, mi vede. I nostri occhi si incatenano. Sorride malizioso, continua a menarselo più forte. Io, eccitata da morire, apro di più la finestra, mi tocco i capezzoli duri.

Lo Sguardo che Accende il Fuoco

Un rumore di macchina in strada, mi blocco un secondo. Paura che qualcuno passi. Ma l’adrenalina mi fa impazzire. Lui fa cenno con la mano, come a dire ‘vieni giù?’. No, io gli faccio ‘sali tu’. Il cuore batte forte. Cinque minuti dopo, bussano. Apro, lui sudato, sporco di polvere dal lavoro. ‘Ciao bella, non resisto più’, dice con quell’accento che mi fa sciogliere.

Entriamo in cucina, apro una birra fresca. ‘Fa caldo, vero?’, dico ridendo nervosa. Lui mi guarda la vestaglia aperta, le tette libere. ‘Sì, ma tu sei fuoco’. Mi bacia di colpo, lingua dentro, mani sul culo. Cadiamo sul pavimento, rido, lui mi strappa la vestaglia. ‘Voglio la tua fica bagnata’, ringhia. Io gli slaccio i jeans, tiro fuori quel cazzo enorme, venoso. ‘Succhialo’, ordino. Lo prendo in bocca, lo lecco dal basso, gusto salato. Lui geme: ‘Aaaah, brava troia’.

L’Esplosione di Piacere e Paura

Mi gira, mi lecca la fica da dietro, lingua dentro il buco, mi fa tremare. ‘Sei dolce, cazzo’. Poi mi infila due dita, pompa forte. Io urlo piano, ‘Piano, i vicini!’. Ma lui non sente, mi sbatte a terra a pancia in giù. Sento la cappella grossa contro il mio culo. ‘Ti scopo ora’, dice. Entra piano, poi spinge tutto, mi riempie. ‘Ooooh sììì, più forte!’. Pompa selvaggio, pacche sul culo, sudore che cola. Paura costante: luce accesa di fianco, ombre che passano. ‘Se ci vedono?’, ansimo. ‘Meglio, che guardino come ti nico’, ride lui.

Mi metto sopra, cavalco quel cazzo duro, tette che ballano. Lui mi捏 i capezzoli, ‘Sborra per me’. Io vengo prima, fica che pulsa, urlo soffocato. Lui si alza, mi sbatte contro la finestra aperta. ‘Guardali, mentre ti riempio’. Spinge furioso, grugnisci, poi esplode: ‘Prendila tutta!’. Sborra caldo dentro, fiotti che colano. Io tremo, orgasmo doppio.

Ci buttiamo sul divano, ansimanti, birre finite. Odore di sesso e caffè dal balcone. ‘Non dirlo a nessuno’, sussurro. Lui ride: ‘Il nostro segreto. Ma domani di nuovo?’. Annuisco, eccitata. Ora ogni finestra nel quartiere ha un altro sapore. Ogni vicino un possibile voyeur. Questo palazzo non è più lo stesso, è carico di desideri nascosti.

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