Ero sul mio balcone, con il caffè ancora caldo tra le mani, l’odore forte che si mescolava all’aria umida della sera. Estate romana, sa sai, quella che ti fa sudare anche di notte. L’appartamento di fronte aveva la luce tamisée, gialla e intima, come un invito. Il sipario si è mosso piano, appena un fruscio, e ho visto lei: la mia vicina Sofia, quella mora con le tette generose, e un’altra donna, la sua amica del cuore, credo. Si baciavano contro il vetro, lingue fuori, mani che scivolavano sotto le magliette. Cazzo, il cuore mi è partito in gola. Non riuscivo a muovermi.
Ho spento la luce in cucina, per non farmi beccare, ma continuavo a guardare. Sofia ha slacciato il reggiseno dell’amica, tette sode con capezzoli duri come chiodi. L’altra, una bionda formosa, ha gemuto piano, un suono che mi è arrivato fin qui, coperto dal rumore di una macchina in strada. Mi sono avvicinata al parapetto, gambe molli. Sapevano di essere viste? Sofia ha alzato gli occhi, mi ha fissata… e ha sorriso, quella troia. Ha tirato giù le mutande alla bionda, figa rasata che luccicava già. Io… io mi sono bagnata all’istante, mutande appiccicose.
Lo Sguardo Proibito dalla Finestra
La tensione saliva, proibita, con i balconi così vicini, solo quattro metri. Ho infilato una mano sotto la gonna, dita sulla clitoride gonfia. Loro si sono girate verso di me, nude ora, Sofia con la sua figa pelosa, labbra grosse che si aprivano. ‘Ti piace, eh?’, ha sussurrato forte, voce rauca. Ho annuito, incapace di parlare, strofinandomi più forte. La bionda si è toccata i capezzoli, gemendo, mentre Sofia apriva la porta finestra e usciva sul balcone di fronte, tette che ballonzolavano.
‘Guardami mentre mi scopo la figa per te’, ha detto piano, sdraiandosi su una sdraio. Ha divaricato le cosce, figa aperta, clitoride enorme che spuntava rosso e duro. Due dita dentro, schiocchi bagnati, ‘Vieni, troia, fammi vedere la tua fica!’. Ho obbedito, gonna su, mutande giù, figa rasata esposta al vento caldo. Mi masturbavo furiosa, tre dita nella passera fradicia, succhi che colavano sulle piastrelle. La bionda si univa, leccandole il culo da dietro, lingua sul buco stretto. Paura costante: e se il vicino di sotto sente? Un’auto passa lenta, fari che sfiorano i balconi. ‘Cazzo, sto per venire!’, grido io piano. Sofia accelera, ‘Sì, spruzzami addosso!’, e squirta, getti caldi che arrivano quasi qui. Io esplodo, orgasmo che mi fa tremare, figa che pulsa, urla soffocate.
L’Esplosione di Piacere e Paura
La bionda non si ferma, infila un dildo spesso nella figa di Sofia, pompando duro, ‘Lecca il mio clito ora!’. Sofia si gira, bocca sulla fica dell’amica, succhiando forte, mugolii animali. Io continuo a toccarmi, seconda ondata, tette fuori dalla canottiera, pizzicando i capezzoli. Rischio tutto: un altro vicino accende la luce? No, solo noi tre in questo delirio. Loro vengono insieme, corpi sudati che si incollano, baci bagnati di fica.
Poi, calma. Sofia mi fa cenno col dito, ‘Domani vieni da me, ti lecco fino a farti urlare’. Ho annuito, raccogliendo mutande, tornando dentro con le gambe che tremavano. Ora, ogni volta che vedo Sofia in cortile, quel segreto mi fa bagnare. La coproprietà non è più la stessa: pieni di fica calda e voyeur nascosti. Non vedo l’ora.