Ieri sera, ero sul balcone con una tazza di caffè fumante in mano. L’odore forte mi avvolgeva, mischiato all’aria tiepida di fine estate. La luce tamisée dell’appartamento di fronte, quello del mio vicino Marco, mi ha attirata. La tenda si è mossa appena, come un sussurro. Lui era lì, nudo, liscio come un bambino, epilato ovunque. Si stirava dopo la corsa, il cazzo semi-duro che dondolava tra le cosce muscolose.

Ho sentito un brivido. ‘Cazzo, che corpo’, ho pensato, stringendo la tazza. Una macchina è passata in strada, rombando piano, e ho ritratto la testa. Ma non riuscivo a staccare gli occhi. Lui si è girato, ha guardato verso di me. I nostri sguardi si sono incrociati. Ha sorriso? O era il buio che giocava? Ho aperto un po’ le gambe sulla sedia, la mia figa già bagnata sotto il vestitino leggero.

Lo Sguardo Attraverso la Tenda e il Desiderio che Sale

Oggi pomeriggio, piscina del condominio quasi vuota. L’ho visto arrivare con la sua amica Laura, una mora magra con tette piccole e culo sodo. Parlavano di sesso, ridevano. Io ero già in acqua, nuda sotto la serviette, come lui. ‘Vieni a farti un bagno’, mi ha detto Marie… no, Marco, con quel ghigno. Laura ha annuito, slacciando il top.

Mi sono avvicinata, l’acqua fresca sui capezzoli duri. ‘Perché sei così liscio?’, ho chiesto, fissandogli il pacco sottomarina. ‘Per nuotare meglio, e… per scopare’, ha risposto ridendo. Ha aperto le cosce sott’acqua, mostrandomi la figa di Laura? No, era lui, il suo cazzo che si induriva. Laura è uscita per prendere da bere, e lui mi ha sussurrato: ‘Ti ho vista ieri sera, troia. Ti piace spiarmi?’. Il cuore mi batteva forte, un vicino poteva passare da un momento all’altro.

‘Vieni qui’, gli ho detto, afferrandogli il cazzo duro come ferro. L’ho segato piano sott’acqua, sentendo le vene pulsare. Lui mi ha palpato la figa rasata, infilando due dita. ‘Sei fradicia, puttana’. Laura è tornata, ma fingeva di non vedere, sorseggiando la birra.

Non ce l’ho fatta più. ‘Andiamo dietro la siepe’, ho mormorato. L’abbiamo seguita, corpi nudi gocciolanti. L’erba bagnata sotto i piedi, il rumore di un’auto lontana. Marco mi ha spinta contro il muro basso, le tette schiacciate sulla pietra calda. ‘Apri le cosce, voglio leccarti’. La sua lingua sulla figa, succhiando il clitoride gonfio, poi sull’ano stretto. ‘Mmm, sì, leccami il culo’. Ho afferrato il suo cazzo, succhiandolo profondo, la saliva che colava.

La Scopata Selvaggia con il Timore di Essere Scoperti

Ha preso il lubrificante dalla borsa – cazzo, era preparato. Mi ha ficcato un plug nel culo, dilatandomi piano. ‘Lo vuoi così, troia?’. ‘Sì, scopami!’. Mi ha penetrata la figa con il cazzo enorme, pompando forte, il plug che mi riempiva dietro. ‘Più forte, fammi venire!’. Venivo urlando piano, la figa che squirta sull’erba. Paura costante: e se un vicino ci vedeva dalla finestra?

Mi ha girata, scopandomi il culo ora, il plug via e il suo cazzo che entrava piano, poi violento. ‘Prendilo tutto, cagna’. Gli ho stretto i capezzoli, lui mi ha schiaffeggiato il culo. ‘Sto venendo!’, ha grugnito, inondandomi di sborra calda dentro. Io ho tremato di nuovo, un altro orgasmo.

Laura ci guardava, masturbandosi. ‘Bravi’, ha detto ridendo, prima di andarsene.

Siamo tornati in piscina, corpi appagati. ‘Non dire niente’, mi ha sussurrato Marco, annuendo verso le finestre illuminate. Ora ogni luce nel condominio mi eccita. Questo segreto ci lega, cambia tutto. Domani, chissà…

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