Ero sul mio balcone, con il caffè ancora caldo in mano, l’odore forte che mi saliva dal naso. La luce tamisée dell’appartamento di fronte filtrava attraverso la tenda semiaperta. Marco, il mio vicino sexy del piano di sotto, era lì con tre amiche. Le avevo viste arrivare prima, con blocchi da disegno. ‘Lezione di nudo’, pensavo, ridendo tra me. Ma poi… la tenda ha tremato appena, e ho intravisto lui, in slip, che posava. Il cuore mi batteva forte. Un rumore di macchina in strada, lontana, ma qui tutto teso.
Dentro casa mia, con Isa, Linda e Karine, dopo che le altre se n’erano andate. Atmosfera rilassata, bicchieri in mano. Isa, sempre provocatrice, ha lanciato: «Dai, ora che i bambini sono via, passiamo alle cose serie! Marco, togliti quelle mutande, no?» Ha guardato noi, ridendo. Voleva testarci. Io ho sentito il suo cazzo indurirsi sotto il tessuto, o forse era impressione mia. «Buona idea», ha detto Linda. «Due mesi a disegnare fighe, ora qualcosa di più… sostanzioso.»
Lo sguardo indiscreto e la tensione che sale
Marco ha esitato, occhi un po’ spaventati, ma ha slacciato. Eccolo lì, cazzo grosso, non come quelle statuine rinascimentali. «Che peccato nasconderlo!», ha fischiato Karine, voce tremante. Risate, ma aria elettrica. Riprendono a disegnare, tranne Isa: «Cambiamo posa?» Le do carta bianca. Lei si avvicina, lo prende con tre dita, lo tira su, a destra, sinistra. «Cosa fai?», chiede Linda. «Cerco la posizione… ma non sta su da solo. Ehi, si sta alzando!» Sì, il cazzo di Marco pulsava, eretto piano, sotto quattro paia d’occhi. Isa ha iniziato a segarlo lento, scoprendo il glande dal prepuzio.
«Cosa direbbe tuo marito?», sussurra Linda. «Neanch’io lo so, ma shh!», ride Isa. «Non è bello?» «Sì, ma si muove troppo per disegnare!», Karine. Linda si avvicina, prende il posto, lo masturba forte. Poi rallenta, lo lecca, lo ingoia. Silenzio. Due minuti di succhio bagnato. Karine: «Lascialo un po’ a me?» Linda cede, con rimpianto. Karine bacia le palle, lecca su, lingua fuori, lenta. Sensuale da morire. Io guardo, eccitata. Sento una macchina passare di nuovo, vicini che chiacchierano sotto. Finestra aperta, rischio che sentano.
Isa si slaccia i jeans, mano nella figa, occhi fissi. Linda tira su la gonna, slip giù, due dita dentro la sua passera pelosa. «Vaginale io», mi aveva detto. Io? Boccaperta, figa che cola. Vivo tutto: la bocca, il cazzo, le mani. Karine infila un dito nel culo di Marco, lui geme piano, si arrende. Lei ingoia il suo sperma, deglutisce.
L’esplosione di passione senza freni
«Bastarda, ne avresti per tutte!», Isa. Karine la bacia, passa il sapore. «Povera Chiara, tu niente!», Linda, dita ancora nella sua fica aperta. Tutti mi guardano. «Non hai goduto, eh?» Io tremo. «Facciamo due modelli!», propone Linda, nuda ormai.
Mi spoglio febbrile: maglietta, reggiseno, pantaloni. Slip arancione zuppo, lo lancio a Isa: «Mmm, fradicio!» Posa con Marco: busto avanti, mano sul suo petto, altra sul mio seno. Una minuto, cambio. Testa sul suo torace, gamba sul divano. Poi lui dietro, cazzo duro contro il mio culo. Infilo un dito nella figa, mi piego. Lui vede tutto. Linda urla cambio. Mi giro, culo alle amiche, mi piego, dita su figa e ano. Due dita nel culo ora, figa bagnata. Sento loro che si toccano, gemiti.
Marco mi tocca il seno. Tre dita nella fica, veloce. Tremo, urlo, squirto a terra. Mi accuccio, suggo il pollice. Loro mi baciano: culo, collo, guancia.
Ora calma. Finestre chiuse, odore di sesso e caffè. Segreto nostro. Ma ora, ogni tenda che si muove, ogni vicino… penso: chissà cosa nascondono? La coproprietà non è più la stessa. Quel brivido carnale mi cambia tutto.