Ero sul balcone, caffè in mano, l’odore forte che saliva caldo. Di fronte, l’appartamento illuminato fioco, tenda che si muoveva piano. Loro, i vicini. Lei, sui quarant’anni, carina, con due bimbi che correvano. Lui, robusto, occhi profondi. Ogni mattina lo vedevo, camicia aperta sul petto peloso, mentre fumava. I nostri sguardi si incrociavano. Un secondo. Due. Sorriso timido. Cuore che batteva forte. Proibito, così vicino. La macchina passa in strada, rumore sordo, mi fa sussultare.
Una sera, luce bassa. Li vedo litigare piano, lei si gira. Lui esce sul balcone, guarda da me. Io, vestitino leggero, niente sotto. Seni duri per l’eccitazione. Alzo il bicchiere, brindisi silenzioso. Lui ride, basso. ‘Bella serata,’ grida piano. ‘Sì, calda,’ rispondo, voce tremante. Sento l’umidità tra le cosce. Lui fissa le mie gambe accavallate. Tenda mosso dal vento, rischio che lei veda. Adrenalina pura. Ogni notte penso a lui, al suo cazzo che immagino grosso, duro.
Sguardi Rubati e Desiderio Crescente
Domenica mattina. Suono alla porta. ‘Caffè?’ dico aprendo, solo canottiera e mutandine. Entra, esita. ‘Non dovevo…’ borbotta. Lo tiro dentro, mani sul petto. ‘Shh, lei è al mercato.’ Bacio umido, lingue che si intrecciano. Mani sue sui miei fianchi. ‘Cazzo, sei bagnata,’ geme. Lo spingo contro il muro, balcone aperto. Vento fresco sulla pelle. ‘Qui, fammi vedere quanto sei troia,’ sussurra. Gli abbasso i pantaloni, cazzo grosso, venoso, che pulsa. Lo prendo in bocca, succhio forte, saliva che cola. ‘Oh porca puttana,’ ansima lui, mani nei capelli.
La Passione Esplode sul Balcone
Lo giro, lo piego sul tavolo. Fica esposta, gocciolante. ‘Scopami, dai, forte.’ Entra di colpo, cazzo che mi riempie, doloroso e buono. ‘Stretta come una vergine,’ grugnisce, spinte violente. Tavolo che sbatte, rumore ritmico. ‘Piano, i vicini…’ dico ridendo, eccitata dal rischio. Finestra aperta, tenda loro si muove? Paura mista a godimento. Mi afferra i fianchi, mi sbatte, palle che schiaffeggiano. ‘Ti apro in due, troia.’ Gemo forte, ‘Sì, rompi la mia fica!’ Clitoride gonfio, orgasmo che sale. Lui mi schiaffeggia il culo, rosso. Cambio posizione, cavalco sul balcone. Vista sulla strada, macchina lontana. ‘Se passa qualcuno…’ ansimo. ‘Che vedano come ti fotto,’ ringhia. Cazzo dentro fino in fondo, sudo, tremo. Viene dentro, caldo, zampilli. Io squirto, liquido sulle sue cosce.
Ci accasciamo, sudati, respiri affannati. Orologio ticchetta, lei torna presto. ‘Devo andare,’ dice baciandomi. Esce piano, sorriso complice. Io resto lì, fica che cola sperma, gambe molli. Ora, ogni volta che vedo la loro tenda, penso al suo cazzo. Il quartiere è cambiato. Segreto carnale, brivido costante. Li saluto con occhi diversi, eccitazione sotterranea. Prossima volta? Sul loro balcone, magari.