Era un martedì sera qualunque, qui a Roma, nel mio appartamento al terzo piano. Caffè in mano sul balcone, l’odore forte che sale dal vapore, e la brezza tiepida che mi accarezza le cosce sotto la vestaglia leggera. Di fronte, l’appartamento del vicino, Luca, quello single con gli occhi da lupo. La luce tamisée filtra dalle tende semiaperte, si muove piano, come se esitasse.

Mi sporgo un po’, curiosa. Lui è lì, in boxer, sudato dopo la palestra. Si siede sul divano, mano che scivola dentro, tira fuori quel cazzo grosso, già duro. Lo accarezza lento, su e giù, gemiti bassi che immagino, non sento. Il mio cuore accelera, figa che si bagna all’istante. ‘Cazzo, che spettacolo’, penso, e senza volere la vestaglia si apre, i miei capezzoli duri all’aria.

Lo sguardo proibito tra i balconi

Lui alza lo sguardo, mi vede. Non si ferma, anzi, accelera, occhi fissi sui miei tette. Sorrido, maliziosa, mi tocco un seno, stringo il capezzolo. Lui ansima, fa cenno con la testa, ‘vieni qui’. Io esito, un’auto passa in strada con un rombo, freno stridente. Ma l’adrenalina mi brucia, chiudo la vestaglia e… busso alla sua porta cinque minuti dopo.

‘Finalmente’, mi dice con voce roca, mi tira dentro, porta sbattuta. Mani ovunque, mi strappa la vestaglia, ‘Eri nuda lì fuori, troia, mi hai fatto venire duro’. Lo spingo contro la finestra, vetri freddi sulla sua schiena. ‘Spogliati’, ordino, e lui obbedisce, cazzo ritto che pulsa. Mi inginocchio, lo prendo in bocca, succhio forte, lingua che gira sulla cappella gonfia. ‘Cazzo, Sofia, sì, ingoialo tutto’. Lo spingo in gola, bava che cola, lui mi afferra i capelli.

La scopata selvaggia con vista sul vicinato

Mi alza, mi gira, faccia contro il vetro. ‘Guarda fuori, i vicini potrebbero vederci’. Figa esposta, bagnata fradicia, lui la lecca vorace, lingua dentro, succhia il clitoride, ‘Sei dolce, zoccola’. Gemo forte, ‘Leccami di più, cazzo!’. Due dita entrano, mi fotte con la mano, schizzi che colano sulle cosce. Un rumore di passi nel cortile, ci blocchiamo, cuori impazziti. ‘Shh, continua’, sussurro eccitata dalla paura.

Mi penetra di colpo, cazzo enorme che mi spacca, ‘Prendilo tutto, puttana’. Spinte violente, palle che sbattono sul mio culo, tette schiacciate sul vetro. ‘Più forte, fammi urlare!’. Lui mi scopa come un animale, mano sul collo, ‘Vieni per me, figa stretta’. Orgasmos esplode, squirto sul pavimento, lui grugnisce e mi riempie di sborra calda, che cola fuori. Resto lì, tremante, vista sulla strada buia.

Ci accasciamo sul divano, sudati, ridendo piano. ‘Ora ogni finestra qui mi eccita’, dico sorseggiando il suo caffè. Lui sorride, ‘Il nostro segreto, ma la prossima volta ti scopo sul balcone’. Il quartiere non è più lo stesso: ogni luce accesa, ogni tenda che si muove, mi fa bagnare. Quel voyeur del mio vicino ha cambiato tutto.

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