Ero sul mio balcone, sera d’estate, Roma afosa. Tazza di caffè in mano, aroma forte che mi riempie le narici. L’appartamento di fronte, luce fioca, tende semiaperte. Sofia, la vicina meticcia, quella con la pelle caramel e curve da urlo. L’ho vista entrare in camera, robe leopardata corta, si toglie tutto. Dio, che tette gonfie, capezzoli scuri che spuntano.

Un rumore di macchina in strada, rallenta, passa. Io fisso, cuore che batte. Lei prende un completino blu navy dalla penderie, trasparente, si infila la culotta fessura. Si guarda allo specchio, si tocca le fiche rasata. Sento il mio clitoride pulsare. Lei alza lo sguardo, mi vede. Sorride, maliziosa. Non chiude la tenda, anzi, la sposta piano. Mi fa l’occhiolino. Io arrossisco, ma non mi muovo. Bevo caffè, mani tremano.

Lo Sguardo Che Ha Acceso Tutto

Inizia a toccarsi, dita sulla fica liscia, labbra socchiuse. Io? Mi alzo la maglietta, lascio vedere le mie tette bianche, 95C sode. Lei geme piano, lo sento attraverso la finestra aperta. ‘Vieni?’, mima con la bocca. L’adrenalina mi esplode, vicini ovunque, balconi vicini bui ma chissà chi guarda. Io annuisco, esco piano, bussa alla sua porta scalza.

Apro, lei mi tira dentro, porta sbatte. ‘Cazzo, ti guardavo da giorni’, dice con accento esotico, mani sui miei seni. Mi bacia vorace, lingua che sa di menta e voglia. ‘Sei una troia voyeur, eh?’, ride. Mi spinge contro il muro, luce bassa, odore di sesso nell’aria. Mi strappa le mutande, ‘Fica depilata, perfetta’. Le sue dita entrano, due, tre, mi fotte veloce. Io gemo, ‘Piano, i vicini…’. Ma lei ride, ‘Che si godano lo spettacolo’.

Il Sesso Crudo e il Terrore di Essere Viste

Mi butta sul letto, specchi ovunque. Mi lega i polsi alla testiera con sciarpe di seta. ‘Ora comando io, puttanella’. Tira fuori un frustino, cuissardes rosse che contrastano la pelle scura. Clac! Sulla figa, brucia delizioso. ‘Hai un culo grosso, lo voglio rosso’. Fustiga, io urlo piano, paura che sentano. Poi si inginocchia, lingua sulla mia fica, succhia il clito come una troia esperta. ‘Mmm, sei dolce dentro, rosa pallido’. Io inarco, ‘Leccami il culo, dai!’. Lei obbedisce, dito nell’ano lubrificato, lingua che scava.

‘Girati, guardati jouir’. Naso sul vetro freddo, tette schiacciate, buia sul specchio dal fiato. Godo forte, squirt che bagna il letto. ‘Brava, ora tocca a me’. Mi slega, mi fa leccare la sua fica frastica, profumo speziato. La mangio, dito nel culo stretto. Lei ansima, ‘Più profondo, cagna!’. Poi il dildo cintura, 25cm mostruoso. Mi mette a pecorina, vaselina sull’ano, entra piano. ‘Ti sfondo il culo!’. Dolore e piacere, mi riempie, pompa. Ne infila un altro in fica, doppia penetrazione. Io urlo, ‘Sto venendo, merda!’. Godo tre volte, lei pure.

Finito, 69 sudato, fiche una contro l’altra, doppio dildo che ci unisce. Godiamo insieme, corpi tremanti. Ritorno calma, lei mi bacia, ‘Segreto nostro’. Esco, balcone, caffè freddo. Quartiere cambiato: ogni finestra nasconde fica bagnate, cazzi duri. Sofia ride da lontano, tenda si chiude piano. Domani? Chissà chi spia.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *