Ero sul balcone, caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida di Roma. La sera calava piano, luci tamise negli appartamenti di fronte. Quel palazzo lì, i vicini… Sofia e Romano. Li spiavo da settimane, il cuore che batteva forte. Il rideau si muoveva appena, una fessura. Lei, Sofia, sui 50, corpo snello ma tette sode, si toglieva la camicia. Lui la guardava, mani sui pantaloni.
‘Oh cazzo’, pensavo, la tazza tremava. Lei gli si strusciava addosso, baci bagnati. Io sentivo il rumore lontano di una macchina in strada, copriva i loro gemiti. La luce gialla del loro salotto illuminava tutto: lui le palpava il culo, la gonna su, mutande nere che si bagnavano. Mi eccitavo da morire, mano in slip, dita sulla fica già fradicia. Sapevo che era rischioso, un altro vicino poteva passare sul balcone.
Lo Sguardo Proibito dalla Finestra
Improvvisamente, lui alza lo sguardo. I nostri occhi si incrocciano attraverso i vetri. Sorride, malizioso. Non si ferma, le infila due dita dentro, lei ansima. Io arrossisco, ma non mi ritiro. Annuisco piano, come a dire ‘continua’. Il rideau si chiude un po’, ma io resto lì, il clito gonfio.
Passano minuti, il caffè si fredda. Poi un bussare alla porta. Cuore in gola. Apro, è lui, Romano, maglietta sudata. ‘Ti ho vista, puttanella’, sussurra, voce roca. ‘E io te, con quella troia di tua moglie’. Rido nervosa, lo tiro dentro. ‘Zitta, o ci sentono’. Le mani sue sul mio culo subito, mi spinge contro il muro.
La porta socchiusa, paura che Sofia o un altro arrivi. Ma l’eccitazione esplode. Mi strappa la vestaglia, tette libere, capezzoli duri. ‘Bella figa italiana’, ringhia, dita dentro di me. ‘Bagnata come una fontana’. Io gemo, ‘Fottimi, Romano, forte’. Lo tiro giù i pantaloni, cazzo enorme, venoso, già duro come ferro. Lo prendo in bocca, lo lecco dalle palle alla cappella, saliva che cola.
La Scopata Selvaggia con Rischio Totale
Mi gira, culo in aria contro la finestra. ‘Guarda, se passa qualcuno ti vede la fica spalancata’. Entra di colpo, un colpo secco, mi riempie tutta. ‘Ahhh cazzo, sììì!’, urlo piano. Pompa selvaggio, palle che sbattono sul mio clito. Io spingo indietro, ‘Più forte, fammi venire’. Sudore che cola, odore di sesso nell’aria. Un rumore di passi fuori, ci blocchiamo un secondo, lui dentro fino alle palle. ‘Shhh’, ride, riprende a fottermi.
Mi sbatte sul divano, gambe spalancate, mi lecca la fica, lingua sul buco del culo. ‘Hai il visino peloso, troia’. Io vengo la prima volta, schizzi sul suo viso. Poi mi cavalca, tette che ballano, unghie nella schiena. ‘Ti riempio la fica’, ansima. Sento il suo cazzo pulsare, sborra calda che mi invade, cola sulle cosce.
Cadiamo esausti, respiri pesanti. Lui si riveste piano. ‘Non dirlo a Sofia’. Io sorrido, ‘Il nostro segreto’. Chiude la porta piano, un’auto passa di nuovo. Torno al balcone, gambe molli, fica che gocciola ancora. Ora ogni luce nel palazzo mi eccita. Quei vicini… non sono più solo facce. Hanno cazzi, fiche, segreti come il mio. Ogni sera guardo, sogno il prossimo.