Eran quasi le undici e mezza. Io sul balcone, caffè in mano, quell’odore forte che mi riempie le narici. Di fronte, l’appartamento del Marco, il vicino single. Le tende socchiuse, luce fioca. Lo vedo muoversi, camicia aperta sul petto villoso. Da settimane ci si spia. Messaggi su WhatsApp sempre più crudi: ‘Voglio farti inginocchiare’, mi scriveva lui. Io: ‘Fammi tua’. Il cuore batte forte. Una macchina passa in strada, freno stridente. Mi eccita questo gioco proibito, con i vicini che potrebbero notare.

Alle dodici e cinque, mi manda: ‘Vieni da me. Pranzo pronto’. Tremo. Scendo, apro la sua porta. Lui lì, sorriso denso, occhi che mi divorano. Sotto il cappotto lungo, gonna a bottoni, camicetta bianca che lascia intravedere il reggiseno. Ci abbracciamo fuori, mani nei capelli. ‘Entra’, sussurra, bacio sul collo. Fremono le gambe. Odore di pasta in cucina, musica bassa. Brindiamo, chiacchiere leggere, ma mani che sfiorano cosce. ‘Alzati’, ordina d’improvviso. Voce ferma. Lo guardo, esito. Sorriso complice. ‘Non è un pranzo normale. Obbedisci o…’. Abbasso gli occhi, annuisco.

Sguardi Rubati e Tensione Crescente

‘Solleva la gonna’. Lentamente, rivelo mutandine nere. ‘Male! Dovevi essere nuda sotto’. ‘Scusa, ma…’. ‘Zitta! Toglile e la gonna. Mangia a culo nudo’. Bottoni slacciati, via tutto. Mi siedo, fica esposta sulla sedia fredda. Lui infila due dita dentro, bagnata fradicia. ‘Brava troia’. Le lecca, occhi fissi nei miei. Mangiamo l’antipasto, parliamo del nulla, io con le chiappe nude, eccitata da morire. Finito, torna: ‘Ho un regalo’. Pacchetto: un dildo grosso. ‘Alzati’. ‘Non ora…’. Schiaffo sul culo. ‘Piegati’. Lo infila piano nella fica, scivola facile. ‘Ritorna a sedere’. Durante il secondo, chiudo gli occhi, lo sento pulsare dentro.

‘Togliti il reggiseno, tieni la camicia’. Esito, ‘No…’. Cravacca dalla tavola, la vedo ora. ‘Svelta’. Mani tremanti, tette libere, capezzoli duri che spingono il tessuto. ‘Mangia il formaggio’. ‘Non ho fame’. Punta la cravacca sul mento: ‘Ordine!’. Obbedio. Bottoni aperti uno a uno, camicia spalancata. Tette al vento. ‘Alzati per il dolce’. Nuda tranne camicia aperta, dildo in fica. Mi stende sulle ginocchia, muove il dildo: ‘Sigh!’. Lo lecca, gusto mio. ‘Succhia’. Lo infilo in bocca, salato dolce. Frutta: arancia nel culo, la mangia. Succo mio. Pera nella fica, me la fa succhiare. ‘Crema’. Coppia a terra. ‘Lappa a quattro zampe’. Cravacca sul culo nudo. Tette che dondolano, culo aperto. ‘Brava cagna’. Doigt in culo, lingua nella fica. Gemo forte. Paura: tende aperte, vicini potrebbero vedere. Un rumore di passi fuori, auto che riparte. Adrenalina pura.

Il Controllo Totale e il Piacere Estremo

Benda sugli occhi, manette ai polsi. Sdraiata, gambe legate spalancate. Cravacca sul corpo, crema sui capezzoli, lecca vorace. Dita nella fica, tre, quattro. ‘Vengo!’. Urlo, cabro. Continua, ondate. ‘Lecca le palle’. Cazzo sulle labbra, raia sul viso. Lecco tutto, sudore suo. Poi pompa in bocca, soffoco. ‘Ti fotto’. Gambe sulle spalle, cazzo duro dentro, forte. ‘Cagna del vicinato!’. Geme, spara sperma caldo. Crollo, bacio tenero. Toglie benda. ‘Doccia? Non ho finito’. ‘Sì, padrone’.

Sotto l’acqua, nuovo round. Mani ovunque. Asciutti, ci guardiamo. Segreto nostro. Ora, ogni tenda mossa, ogni balcone, vedo sesso possibile. La condominiata non è più la stessa. Quel brivido… lo voglio ancora.

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