Ero sul mio balcone, con il caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida della sera. Dall’appartamento di fronte, la luce tamisée filtrava attraverso il rideau semi-chiuso. Lei… non la conoscevo bene. Quarant’anni, io trenta. Forma generosa, robe che le tiravano sui fianchi larghi, décolleté che mostrava tette pesanti. L’ho vista muoversi, e i nostri sguardi si sono incrociati. Ha sorriso, un po’ complice, e il rideau ha tremato appena. Io… cazzo, mi sono bagnata subito. Le gambe incrociate, sentivo la figa pulsare. Pensavo: ‘E se mi guarda? E se sa che la sto fissando?’

Il giorno dopo, nel parcheggio sotterraneo del condominio. Silenzio rotto solo dal rombo lontano di una macchina in strada. Luci al neon che sfarfallavano. Ci siamo incrociate vicino alle auto. ‘Ciao, vicina,’ ha detto lei, con voce bassa, occhi che mi scavavano. Abbiamo chiacchierato di stronzate: il giardino condominiale, le piante. Ma i sguardi… porca puttana, non si controllavano. La sua robe troppo corta, gambe carnose. Io sentivo la mutanda inzuppata. Lei mi ha preso il braccio, piano. ‘Vieni, ti mostro una cosa.’ Verso il fondo, isolato, buio. Cuore che batteva forte. Paura che arrivasse un vicino, eccitazione pura.

Sguardi Proibiti dalla Finestra e Tensione nel Condominio

Ha aperto la portiera della sua macchina, ha buttato dentro la borsa. Poi, con un gesto rapido, si è sfilata le mutande. Le ha appallottolate e gettate sul sedile. ‘Guardami,’ ha sussurrato. Ha alzato la gonna: cazzo, una figa incredibile. Peli neri, folti, una giungla vera. Lunghissimi, umidi, appiccicati dalla eccitazione. Ventre bianco, un po’ tondo, cosce che stringevano quel paradiso selvaggio. ‘Leccami, ti prego! Da quando ti ho vista dal balcone, non ce la faccio più. Anni che nessuno me la lecca!’

Non ho resistito. Mi sono accovacciata davanti alla portiera aperta, lei ha divaricato le cosce. Solo peli, ovunque. Mouillés, intrecciati, nodi. Una foresta vergine. Mi sono avvicinata, naso dentro. Odore muschiato, forte, animalesco. Lei mi ha afferrato la testa: ‘Vai! Leccami forte!’ Viso schiacciato nella peluria. Tanti peli, troppi! Mi entravano in bocca, in gola, mi soffocavano. Ma io… ero pazza di eccitazione. Lingua avanti, a faticare tra i cespugli. Ecartavo mèche, peli che tornavano. Sudavo, ansimavo. Un rumore di passi lontani? Un vicino? Il cuore in gola, ma continuavo.

Esplosione di Piacere: La Sua Fica Nascosta tra i Peli

A forza di spingere, ho trovato la carne. Labbra gonfie, viscide. Ho liberato una, poi l’altra. Peli appiccicati ovunque, li staccavo con la lingua. Finalmente, il clitoride: piccolo, nascosto, ma vivo. L’ho sfiorato, e lei ha tremato. ‘Sììì! Ecco!’ Ho receduto un attimo, per guardare. Aperto, bagnato, invitante. Ma i peli si richiudevano già. Ho sputato via i fili in bocca, e ripreso. Lingua dentro, ovunque. Esploravo pieghe, interstizi. Lei gemeva piano: ‘Oh cazzo, sì… più profondo!’ Il suo sapore, salato, dolce. Paura costante: e se sentivano? Luci che passavano sopra.

Ho attaccato il clito per davvero. Lo succhiavo, lo leccavo in cerchi, lo tormentavo. Lei si contorceva sul sedile, cosce che mi stringevano la testa. ‘Non fermarti! Sto venendo!’ Corpo che vibrava, gémissements che salivano. Fica che colava, mi inzuppava faccia e mento. Ho tenuto mani sui suoi fianchi larghi, bocca incollata. Tremava forte, spasmi. Poi… urlo soffocato: ‘Aaaah! Vengo!’ Liquido caldo, squirting vero, mi ha travolto. In gola, sul naso. Cercavo di respirare, facevo bolle nella sua sborra. Lei spingeva via: ‘Basta! Troppo! Mi uccidi!’ Io resistevo, leccando ancora, fino all’ultimo spasmo.

Alla fine, esausta, rossa in viso, si è tirata su. ‘Dio mio, che figa pazzesca… Grazie!’ Mi ha pulito la faccia con le mutande, delicato, togliendo peli uno a uno. Un bacio umido sulla bocca. Poi si è asciugata la fica, vigorosamente. ‘Domenica, al giardino condominiale? Magari approfondiamo le piante…’ Abbiamo riso piano. Uscite dal parcheggio, io con la figa che pulsava ancora, lei con passo molleggiato. Ora, ogni volta che vedo il suo balcone, o il rideau muoversi… sorrido. Il condominio non è più lo stesso. Un segreto carnale, proibito, che ci lega. E se un vicino ha visto? Ancora meglio.

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