Ero sul balcone, con il caffè in mano, l’aria fresca della sera milanese che mi accarezzava la pelle. L’odore del caffè si mescolava a quello delle fioriere vicine. Dall’altra parte della corte interna, la luce tamisée dell’appartamento di fronte. Il rideau si muove appena, come se qualcuno esitasse. E poi lo vedo: Marco, il vicino single, alto, muscoloso, con quella barba incolta che mi fa impazzire. I nostri sguardi si incrociano. Lui sorride, malizioso. Io arrossisco, ma non distolgo lo sguardo. Sento un brivido tra le gambe. ‘Buonasera, Sofia’, grida piano dal suo balcone. ‘Notte calda, eh?’ Rido, nervosa. ‘Già, troppo calda.’ Il rideau si apre di più, lui è in boxer, il pacco gonfio evidente. Mi mordo il labbro. L’eccitazione sale, proibita, con tutta la coproprietà che dorme intorno.
La tensione cresce per giorni. Messaggi whatsapp rubati, ‘Ti sto guardando ora’. Io mi tocco pensando a lui, la finestra aperta, sapendo che potrebbe spiare. Una sera, non resisto. ‘Vieni qui’, gli scrivo. Bussa piano alla porta. Entriamo in cucina, luce fioca. ‘Cazzo, non ce la facevo più’, mormora, premendomi contro il muro. Le sue mani sotto la gonna, dita ruvide sulla fica già bagnata. ‘Sei fradicia’, ansima. Lo trascino sul balcone, l’aria notturna ci avvolge. Un’auto passa in strada, fari che sfiorano le persiane. Paura mista a eccitazione. ‘Shh, i vicini…’, sussurro. Ma lui mi alza la gonna, mi strappa le mutande. Mi piega sul parapetto, il culo esposto alla corte. Sento il suo cazzo duro contro di me, grosso, pulsante. ‘Ti scopo qui, dove tutti possono vederci.’ Geme infilandomelo dentro, di colpo, fino in fondo. ‘Ahhh, sììì!’, grido piano, la fica che lo stringe. Mi sbatte forte, pacate violente, il rumore della carne che sbatte. Le sue palle mi schiaffeggiano il clito. Io mi tocco, dita veloci sul pisello gonfio. ‘Cazzo, sei una troia da balcone’, ringhia, accelerando. Sento voci lontane, un vicino tossisce? Il cuore batte forte, ma vengo lo stesso, spasmi violenti, succo che cola sulle cosce. Lui mi riempie, sborra calda dentro, grugnendo. ‘Prendila tutta.’
Lo Sguardo che Brucia Attraverso la Finestra
Ci ritirammo dentro, sudati, ansimanti. Lui mi bacia, ‘È stato pazzesco’. Io annuisco, le gambe tremanti. Ora ogni luce accesa in coproprietà mi fa pensare: chissà chi altro spia? Quel segreto carnale ha cambiato tutto. I vicini non sono più solo facce anonime, sono potenziali complici di desideri sporchi. E io? Io bramo già la prossima occhiata proibita.