Ero sul mio balcone, con una tazza di caffè fumante in mano. L’odore forte mi avvolgeva, mentre il sole tramontava piano. Di fronte, l’appartamento del terzo piano. Le tende bianche si muovevano appena, come se qualcuno le sfiorasse. Luca, il vicino single, quel tipo sulla quarantina con i muscoli tesi e lo sguardo da lupo. L’ho visto per la prima volta una settimana fa, nudo dalla vita in giù, la mano che pompava quel cazzo grosso e venoso. Dio, mi sono bagnata all’istante.
Ieri sera, stessa ora. Io in vestaglietta leggera, senza niente sotto. Sentivo l’aria fresca sulla fica rasata. Lui accende la luce, gialla e calda. Mi guarda. Io non mi muovo. Alzo la tazza, come un saluto. Lui sorride, tira le tende di lato. Si tocca piano, il cazzo che si indurisce. Io apro le gambe un po’, lascio che la vestaglia scivoli. Il cuore mi batte forte. Una macchina passa in strada, clacson lontano. Paura che qualcuno noti.
Gli Sguardi Caldi Attraverso il Vetro
Stasera… non resisto più. Esco sul balcone, nuda stavolta. Il caffè abbandonato sul tavolo. Lui è lì, camicia aperta, pantaloni slacciati. Mi vede, gli occhi si accendono. Io mi tocco i capezzoli duri, infilo un dito nella fica fradicia. Lui ansima, lo vedo dalla finestra. ‘Vieni qui’, gli dico piano, ma lui sente. Esce sul suo balcone, solo due metri di distanza. ‘Cazzo, sei una troia’, mormora. ‘Entra da me’, rispondo, la voce tremante.
Apro la porta. Entra, mi afferra per i fianchi. Odore di sudore e colonia. Mi sbatte contro il muro del corridoio. ‘Ti guardo da giorni, puttana’. Baci umidi, denti che mordono il collo. Mi strappa via la vestaglia – beh, era già aperta. Le sue mani ruvide sui miei seni, pinzoli i capezzoli fino a far male. ‘Ti piace essere vista?’. ‘Sì, cazzo sì’, gemo. Mi gira, mi piega sul tavolo della cucina. Sento la zip, il suo cazzo caldo che preme sul mio culo.
La Scopata Selvaggia con il Rischio di Essere Visti
‘Prendilo tutto’, ringhia, e sbatte dentro la mia fica di colpo. Umida, pronta, lo ingoia. Spinge forte, palle che sbattono. Io urlo piano, ‘Più forte, Luca!’. La finestra aperta, tende che ondeggiano. Paura che i vicini sentano, che vedano le ombre. Lui mi scopa come un animale, una mano sui capelli, tira indietro. ‘La tua fica è stretta, troia da balcone’. Alterna, tira fuori e spinge nel culo, lubrificato dalla mia eccitazione. Bruciore delizioso, lo sento gonfio dentro.
Mi fa girare, mi solleva sul tavolo. Gambe aperte, mi lecca la fica, lingua dentro, succhia il clito. Io vengo forte, squirto sul suo viso. ‘Brava’, dice, e mi infila di nuovo il cazzo in bocca. Lo succhio golosa, saliva che cola, fino in gola. Lui pompa, ‘Ti riempio la bocca’. Sborra caldo, denso, ingoio tutto. Poi mi rimette giù, finale nella fica, colpi violenti. Un’altra macchina passa, luci che sfiorano le tende. Veniamo insieme, io tremo, lui grugnisce.
Dopo, sudati, ansimanti sul divano. Chiude le tende piano. ‘Non dirlo a nessuno’. Sorridiamo complici. Ora, ogni volta che lo vedo in cortile, con la moglie? No, è single. Ma il portiere, i condomini… quel segreto mi fa fremere. Il palazzo non è più lo stesso. Ogni finestra nasconde un desiderio.