Ero sul balcone, caffè in mano, quell’odore forte che mi avvolgeva. Pioveva piano, gocce fini sui vetri. Dall’appartamento di fronte, luce tamisée, gialla. Marco, il vicino single, alto e muscoloso, era lì solo. Il rideau si muoveva appena, come se sapesse. Lo vedevo togliersi la maglietta, petto sudato, muscoli tesi. Pausa. Un’auto passa in strada, rombo basso. Io trattengo il fiato.

I nostri occhi si incrociano. Lui sorride, malizioso. Io arrossisco, ma non distolgo lo sguardo. Sento la fica che si bagna già, mutande umide. È così vicino, venti metri, ma quel vetro… proibito. Lui si avvicina alla finestra, pantaloni larghi, rigonfiamento evidente. Gesticola: ‘Vieni?’. Cuore che batte forte. Odo il vicino di sotto tossire, merda, rischio.

Lo Sguardo che Accende Tutto

Escito piano, balcone comune, odore di pioggia e terra bagnata. ‘Ciao bella’, dice con voce rauca. ‘Ti vedo sempre guardare’. Rido nervosa. ‘E tu fai lo stesso’. Mani che sfiorano, tensione elettrica. ‘Entra da me’, sussurra. Busso alla sua porta, cuore in gola.

Dentro, buio, solo lampada sul tavolo. Mi bacia subito, lingua dentro, mani sul culo. ‘Cazzo, ti voglio da mesi’, ringhia. Mi strappa la blusa, tette libere, capezzoli duri. Lecca uno, morde piano. Io gemo, ‘Sì, Marco, fammi tua’. Lui slaccia i jeans, cazzo enorme, venoso, duro come ferro. ‘Guardalo, è per te’. Lo prendo in mano, caldo, pulsante. Succhio la cappella, saliva che cola, lui ansima ‘Brava troia’.

La Scopata Selvaggia con Rischio Esposizione

Mi butta sul divano, gambe aperte. ‘Fica rasata, bagnatissima’. Infila due dita, scorrono facili. ‘Pronto per scoparti’. Entra piano, oh dio, mi riempie tutta. Pompa forte, palle che sbattono sul culo. ‘Più forte!’, urlo. Finestra aperta, tende che ondeggiano, luce accesa. Paura: e se il vecchio di fianco guarda? Adrenalina mi fa contrarre la fica intorno al suo cazzo. Lui accelera, ‘Ti riempio, puttana’. Sento venire, spasmi, squirto sul divano. Lui esplode dentro, sperma caldo che cola.

Sudati, ansimanti, sdraiati. Ride piano. ‘Segreto nostro, eh?’. Annuisco, abbracciata. Fuori, pioggia continua, auto passano. Torno a casa, gambe molli, fica dolorante ma felice. Ora ogni balcone, ogni finestra… è un invito. La coproprietà non è più noiosa. Ogni vicino nasconde un cazzo pronto o una fica vogliosa. E io? Io guardo sempre, con brividi.

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