Ero sul balcone, con il mio caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida della sera. La luce tamisée dall’appartamento di fronte filtrava attraverso il rideau semi-chiuso, che si muoveva appena, come se qualcuno stesse danzando piano. Un rumore di risate soffocate, un clink di bicchieri. I miei vicini, Marco e la sua ragazza Anna, con due amiche. Li conoscevo di vista, saluti frettolosi sulle scale.
Mi sporgo un po’, il cuore che batte già forte. E lì… porca puttana. Anna è nuda, coperta di cioccolato fuso che cola sui suoi seni grossi, capezzoli duri come nocciole. Le amiche ridono, una è ‘vaniglia’, strisce di crema sul suo culo sodo, l’altra ‘cioccolato’, con panna che le scivola tra le cosce. Marco, il vicino figo con quel fisico da muratore, ha la cazzo in mano, duro come un éclair, e ci spalma crema sopra. ‘Assaggia, troia’, le dice ad Anna, spingendoglielo in bocca. Lei succhia, gemendo, il cioccolato che si mischia alla saliva.
Lo Sguardo Rubato e la Tensione che Sale
Io? La fica mi si bagna all’istante. Mi tocco piano sotto la gonna, il balcone è al buio, ma… e se mi vedono? Un’auto passa in strada, fari che sfiorano il rideau. Lui alza lo sguardo, mi fissa. Sorride, malizioso. Continua a fottere la bocca di Anna, ma i suoi occhi sono su di me. ‘Vieni a vedere da vicino?’, grida piano, ridendo. Il rideau si apre di più, mi fa cenno. L’adrenalina mi esplode, apro la porta-finestra, esco sul mio balcone.
‘Non ti fermare per me’, gli dico, voce tremante. Lui esce sul loro balcone, in boxer, cazzo che sporge. ‘Ti piace lo spettacolo, Sofia?’. Le ragazze dentro ridono, Anna si masturba con un dito coperto di panna. ‘Vieni qui, puttana curiosa’, mi provoca lui. Salto la ringhiera bassa che divide i balconi, atterro leggera. Odore di caffè e sesso, mischiato a dolcezza.
Mi afferra, mi bacia con lingua dolce di crema. ‘Hai visto tutto, eh? Ora tocca a te’. Mi strappa la canottiera, mi lecca i capezzoli, mordendoli. Io gli abbasso i boxer, prendo quel cazzo enorme, venoso, ancora appiccicoso di cioccolato. ‘Lo voglio in bocca’, ansimo. Mi metto in ginocchio sul pavimento freddo del balcone, succhio forte, gola profonda, lo lecco dalle palle alla cappella. ‘Cazzo, sì, troia voyeur’, geme lui, tenendomi i capelli. Le ragazze guardano dalla finestra aperta, ‘Falla venire qui!’. Paura che un altro vicino accenda la luce, senta i gemiti. Un’auto frena in basso, voci in strada.
La Scopata Selvaggia con il Rischio di Essere Visti
Mi alza, mi piega sul parapetto, fica esposta alla notte. ‘Ti sfondo’, ringhia, e infila il cazzo tutto, un colpo secco. Urlo piano, lui mi tappa la bocca. Pompa duro, palle che sbattono sul mio clito, ‘Senti come sei bagnata, puttana dei vicini’. Io spingo indietro, ‘Più forte, fammi sborrare’. Dentro, Anna si masturba guardandoci, l’amica le lecca la fica. Lui mi scopa come un animale, mano sul mio culo, dito nel buco del culo. ‘Ti piace essere vista?’. Sì, cazzo, l’eccitazione dell’interdetto mi fa venire, squirto sul balcone, gambe che tremano.
Lui accelera, ‘Prendo il tuo culo ora’. Tira fuori, spinge piano nel mio sfintere stretto, crema come lubrificante. ‘Aaaah, piano!’, ma poi ‘Sì, scopami il culo!’. Mi incula forte, grugnendo, fino a sborrarmi dentro, caldo che cola. Ci accasciamo, ansimanti. Le ragazze applaudono dalla finestra.
Torniamo dentro da loro, corpi appiccicosi. Ma dopo, sul mio balcone, soli. ‘Il nostro segreto’, mi sussurra lui, baciandomi. Ora, ogni volta che vedo Marco sulle scale, o Anna che stende i panni, sento la fica pulsare. La coproprietà non è più la stessa: ogni finestra è una promessa di peccato.