Mi chiamo Alessandra, ho 32 anni e vivo in un condominio vecchio al centro di Roma. L’appartamento di fronte al mio è quello di Marco e Laura, una coppia sulla quarantina. Lui brizzolato, occhiali, magro. Lei bruna con riccioli mossi, trucco pesante, gonna nera che le arriva sopra il ginocchio. Non sono top model, ma c’è qualcosa di sensuale, di vizioso nei loro sguardi.
L’altra sera ero sul balcone, dopo cena. L’odore del caffè ancora nell’aria, forte e amaro. Una macchina passa in strada, romba piano e sparisce. Accendo una sigaretta, guardo distratta di là. La loro luce è bassa, gialla, tenda socchiusa che si muove appena, come se un alito di vento… ma no, non c’è vento.
Lo Sguardo Proibito dal Balcone
Mi avvicino alla ringhiera, curiosa. E lì… cazzo, non ci credo. Laura è in ginocchio sul tappeto, testa tra le gambe di Marco. Lui pantalone abbassato, cazzo fuori, duro e lungo, rasato liscio. Lei lo lecca piano, succhia il glande con movimenti lenti. Sento i suoi sospiri leggeri, portati dal silenzio della sera. Il cuore mi batte forte. La fica mi si bagna all’istante. Non riesco a staccare gli occhi.
Marco alza la testa, mi vede. Occhi sgranati un secondo, poi… sorride. Fa ‘shh’ con il dito sulla bocca. Laura si gira, mi fissa. Paura? No, eccitazione. Continua a pomparlo, più forte, guarda me mentre lo prende in bocca tutto. Slurp umidi che arrivano fin qui. Io… io arrossisco, ma non mi muovo. Tocco la mia fica sopra i pantaloncini, bagnata fradicia. Loro accelerano, sanno di essere spiati. L’adrenalina dell’interdetto, i vicini che scoprono i vicini.
Laura mi fa cenno con la mano, ‘vieni’. Esito. Un’altra macchina passa, luci lampeggiano sul muro. Paura che qualcuno esca. Ma la voglia vince. Scendo piano le scale, busso alla loro porta socchiusa. ‘Entra’, sussurra lui. Entro, odore di sesso e sudore. Tenda ancora mossa dalla brezza.
Laura si alza, mi bacia subito. Lingua bagnata, sapore di cazzo in bocca. ‘Ti piaceva guardarci, eh troia?’, ride piano. Marco ci guarda, cazzo pulsanti. ‘Aiutala’, dice lui. Mi metto in ginocchio accanto a lei. Prendo il suo cazzo in mano, grosso, caldo, vene gonfie. Lo lecco il glande, salato. Lei lo prende dalla base, succhia le palle. ‘Brava, leccalo tutto’, geme lui, mani sulle nostre teste.
Il Culmine Esplosivo tra le Nostre Finestre
Ci baciamo intorno alla cappella, lingue che si intrecciano sulla sua verga. ‘Mmm, che bella fica hai’, mi dice lei, mano nei miei pantaloncini. Mi infila dita dentro, bagnata da morire. Paura costante: e se sentono i vicini del piano di sopra? Un rumore di passi in corridoio, trattengo il fiato. Ma continuiamo. Lei mi spinge: ‘Succhia, fai ingoiare questa mazza’. Lo prendo in bocca, profondo, gola piena. Lui ansima, ‘Cazzo sì, due bocche…’.
Laura mi masturba forte, ‘Ti piace la sua sborra?’. Io annuisco, bava ovunque. Lui esplode: ‘Vengo!’. Getti caldi in bocca mia, sulla lingua, sul viso. Amaro, denso, tanto. Ne ingoio un po’, il resto cola. Lei lecca via dal mio mento, poi mi bacia passandomela. Orgasmata tremo, vengo sulle sue dita.
‘La tua fica è deliziosa’, dice lui. Mi sdraio sul divano, apre le mie gambe. Mi lecca la fica, lingua dentro, succhia clitoride. Laura mi bacia tette. ‘Geme piano, non svegliare il palazzo’. Vengo di nuovo, forte, squirto un po’.
Poi torniamo calmi. Mi rivestono, sorrisi complici. ‘Grazie per lo spettacolo’, sussurro. Esco, balcone ancora caldo. Chiudo la porta piano. Ora ogni volta che li vedo in cortile, scale, ascensore… quel segreto brucia. Il condominio non è più lo stesso. Ogni tenda socchiusa, ogni sguardo, mi fa bagnare. Vorrei rifarlo, presto.