Ero sul balcone, caffè in mano. L’odore forte mi saliva dal naso, caldo, amaro. La sera calava piano su Milano, luce tamisée negli appartamenti intorno. Dall’altra parte della corte, la finestra di Marco, il vicino single. Lo vedevo muoversi, camicia sbottonata. Si passa la mano sul petto, sudato dal caldo. I nostri sguardi… bam. Si incastrano. Lui sorride, malizioso. Io? Sento la figa pulsare già. ‘Cazzo, mi sta guardando’, penso. Il rideau suo si muove appena, come se volesse nascondersi ma no. Continua a fissarmi, occhi scuri, intensi. Una macchina passa in strada, rombo basso, mi fa sobbalzare. Ma non stacco gli occhi. Lui si toglie la camicia, muscoli tesi. Petto villoso, addominali duri. Mi lecco le labbra, senza volere. Lui capisce, si passa la mano sul pacco, gonfio nei jeans. ‘Porca puttana’, mormoro. Cuore che batte forte, adrenalina pura. Proibito, siamo vicini di casa. Se ci beccano… ma è questo che mi bagna.

La notte non dormo. Domani lo vedo di nuovo. Pausa caffè sul balcone, stesso posto. Lui esce, balcone suo. ‘Buongiorno, bella’, dice piano, voce roca. ‘Dormito bene?’, rido nervosa. ‘Con te che mi spii? No’. Arrossisco, ma gli dico: ‘Ti piace guardarmi?’. Lui si avvicina al parapetto. ‘Da settimane. La tua figa la vedo quando ti cambi’. Cazzo, lo sapeva. Tensione sale, aria pesante. ‘Vieni da me stasera?’, sussurra. Annuisco, tremante. ‘Porta il caffè’. Rientro, figa fradicia. Mi tocco pensando a lui, al suo cazzo.

Lo Sguardo che Brucia Attraverso le Finestre

Ore 22, busso piano. Odoor di colonia dal suo collo quando apre. ‘Entra, troia’, ride, mi tira dentro. Porta chiusa, ma finestre aperte. Luce fioca dalla strada. Mi bacia duro, lingua dentro, mani sul culo. ‘Ti volevo da morire’, ansima. Lo spingo sul divano, gli slaccio i jeans. Cazzo enorme, venoso, cappella viola gonfia. ‘Mmm, quanto è grosso’. Lo prendo in bocca, succhio forte, saliva che cola. Geme: ‘Cazzo, sì, leccalo tutto’. Lo deepthroto, gola piena, lui mi afferra i capelli. ‘Basta, ti fotto ora’. Mi alza la gonna, mutande da parte. Due dita nella figa, bagnata da morire. ‘Sei una fontana, puttana’. Mi gira, a pecorina contro la finestra. ‘Guarda i vicini, se ci vedono…’. Entra di colpo, cazzo che spacca. ‘Aaaah!’, urlo piano. Pompa forte, palle che sbattono sul culo. ‘Più forte, fottimi!’, ansimo. Sudore che cola, odore di sesso. Una luce si accende di fianco, ‘Shh, ci vedono!’, ma lui accelera. Mi pizzica il clitoride, vengo squirtando sul pavimento. ‘Sborrami dentro!’, grido. Geme, riempie la figa di sborra calda, che cola giù.

Cadiamo sul divano, ansimanti. Fiato corto, corpi appiccicosi. ‘Cazzo, è stato… incredibile’, dico ridendo. Lui mi bacia piano. ‘Il nostro segreto’. Chiudo la finestra, ma ormai… la coproprietà è diversa. Ogni balcone, ogni finestra, nasconde cazzi duri e fiche bagnate. Saluto tornando a casa, gambe molli. Domani? Un altro sguardo. L’adrenalina non finisce.

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