Era una sera d’estate milanese, calda e appiccicosa. Io, Alessandra, 35 anni, sola sul balcone con una tazza di caffè fumante. L’odore forte mi saliva nelle narici, mescolato al profumo di gelsomino dal cortile. Ho acceso una sigaretta, non fumo mai dentro. La finestra dell’appartamento di fronte era socchiusa, luce gialla tamisata filtrava dalla tenda che ondeggiava piano. Bruit de una macchina in strada, lontana.
Mi sporgo un po’, curiosa. Eccolo lì, Luca, il vicino sulla quarantina, muscoloso, nudo come un dio greco. Il suo cazzo flaccido penzolava grosso tra le gambe, impressionante anche così. Fumava tranquillo, di profilo, la luce lo illuminava come in un film porno. Poi… una mano da dietro. Martina, la sua troia di moglie, minigonna alzata, tette piccole che ballonzolavano. Lo afferra la verga piano, la accarezza su e giù. Il cazzo si gonfia subito, diventa rosso e duro. Io sento la figa che si bagna, le mutande già umide.
Lo Sguardo Rubato e il Desiderio che Sale
‘Oh cazzo…’, sussurro tra me. Due mani ora, lei lo stringe forte, tira il prepuzio, il glande lucido esce viola. Lui geme piano, la testa all’indietro. Io mi tocco una tetta sotto la canottiera, il capezzolo duro come un sasso. La tenda si muove appena, forse mi vedono? Il cuore mi batte forte, adrenalina pura. Un’altra macchina passa, fanali che sfiorano il balcone. Non mi fermo, infilo una mano nelle mutande, dita sulla fica rasata, clitoride gonfio. Lei si mette in ginocchio, lo prende in bocca. Succhia golosa, la testa va avanti e indietro, saliva che cola. Il cazzo le riempie la gola.
Io mi masturbo più veloce, figa fradicia, succhi che fanno rumore. Lui guarda verso di me? I nostri occhi si incrociano per un secondo. Sorrido, eccitata da morire. ‘Ti piace guardarmi, eh?’, penso. Lui continua a farsi succhiare, ma non stacca lo sguardo. La tensione è elettrica, proibita. Vicini di casa, coproprietà tranquilla, ma ora… tutto può succedere.
Improvvisamente, lui spinge via Martina, esce sul loro balcone nudo, cazzo dritto come un palo. ‘Alessandra, lo so che guardi’, dice con voce bassa, rauca. Io arrossisco ma non mi fermo, alzo la canottiera, tette libere al vento notturno. ‘Vieni qui, troia’, ringhia lui saltando la ringhiera bassa che divide i balconi. Martina ride dalla finestra: ‘Falla godere, amore’. Paura mista a eccitazione: e se qualcuno dal basso vede? Le luci dei palazzi vicini sono accese.
La Scopata Intensa e il Rischio di Essere Scoperti
Mi afferra i capelli, mi bacia duro, lingua in bocca. ‘Hai una figa da scopare da morire’, mi dice tirandomi giù le mutande. Mi gira contro la ringhiera, figa esposta al quartiere. Sento il suo cazzo grosso contro il culo, bagnato di saliva di lei. ‘Prendilo tutto’, grugnisce spingendo dentro. ‘Aaaah!’, gemo forte, la fica si apre, piena al limite. Mi scopa selvaggio, colpi secchi, palle che sbattono sul mio clitoride. ‘Più forte, cazzo, fammi venire!’, urlo piano, mano sulla bocca. Lui mi strizza le tette, pizzica i capezzoli. ‘Sei una zoccola voyeur, vero? Ti piace se ti guardano?’. Sì, sì! Sento occhi su di noi, forse Martina filma, forse altri vicini.
Mi infila un dito nel culo, doppio piacere. ‘Sto per sborrare dentro’, ansima. ‘Sì, riempimi la fica!’, lo imploro. Spinge profondo, trema, getti caldi mi inondano. Io esplodo, squirto sul balcone, gambe che tremano. Gemo soffocato, il corpo scosso. Lui esce piano, sperma che cola dalle mie labbra gonfie.
Ci rivestiamo in fretta, lui salta indietro. ‘Domani al mercato, troia’, sussurra ridendo. Io rientro, gambe molli, caffè freddo. La notte torna calma, rumori normali dal palazzo. Ma ora… ogni finestra è un segreto. Luca e Martina? Non più solo vicini. La coproprietà ha un sapore nuovo, carnale, proibito. Ogni balcone un rischio, ogni sguardo un invito. Non vedo l’ora della prossima sigaretta.