Ero sul balcone, caffè in mano, l’odore forte che saliva dalla tazzina. Sera d’estate, aria calda, un po’ umida. Di là, appartamento di fronte, luce gialla tamisata. Marco e Luca, i due fratelli sulla ventina, i miei vicini. Tornavano da una serata, voci alte, risate. Si sono tolti le magliette sudate, corpi sodi, muscoli che guizzano sotto la pelle abbronzata. Ho sentito una macchina passare lenta in strada, faro che illumina un attimo il vicolo.

Marco si è slacciato i jeans, li ha abbassati. Cazzo, il suo cazzo semi-duro è saltato fuori, grosso, venoso. Si è grattato le palle distrattamente, parlando con Luca. Luca ha fatto lo stesso, il suo più corto ma spesso, già gonfio. Mi hanno vista. Io, gonna corta nera, niente sotto, gambe accavallate. Ho mosso piano la coscia, la gonna è salita quel tanto. Il cuore mi batteva forte. Sapevano. Marco ha sorriso, ha fatto un cenno con la testa, tipo ‘guarda che troia’. Luca si è avvicinato alla finestra aperta, occhi fissi sulle mie cosce. Ho sentito la fica pulsare, bagnarsi piano. Ho bevuto un sorso, fingendo calma, ma ho aperto un po’ le gambe. Potevano intravedere la mia fica rasata, le labbra gonfie.

Lo Sguardo che Brucia Attraverso la Finestra

‘Che fai lì, bellezza?’ ha urlato piano Luca, ridendo. Non ho risposto, ho solo sorriso, mano che scivola sulla coscia. L’adrenalina saliva, paura che la vecchia del piano di sopra sentisse. Il rideau dell’appartamento accanto si è mosso appena, merda, qualcuno spiava?

Non ce l’ho fatta più. Ho fatto cenno con la mano, ‘venite’. Sono usciti sul loro balcone, poi giù dalle scale. Bussano piano alla mia porta. Apro, nuda dalla vita in giù, solo la gonna alzata. ‘Cazzo, sei una porca’ dice Marco entrando, Luca dietro, porta socchiusa. Mi spingono contro il muro del corridoio, mani ovunque. Marco mi bacia il collo, odore di birra e sudore. Luca mi alza la gonna del tutto, dita sulla fica. ‘Sei fradicia, troia. Ti piace guardarci i cazzi?’

‘Sì, cazzo, sì’ gemo. Marco tira fuori il cazzo duro, me lo ficca in bocca. Gusto salato, pre-eiaculato che cola. Lo succhio piano, lingua sul glande gonfio, poi lo ingoio tutto, gola piena. Luca si slaccia, il suo cazzo spesso mi struscia sulla fica da dietro. ‘Apri le cosce’ ordina. Mi penetra di colpo, fica che si apre con un schizzo. ‘Ahhh, che fica stretta!’ pompa forte, palle che sbattono. Io gemo con la bocca piena, Marco mi fotte la faccia, mano sulla nuca.

L’Incontro Esplosivo sul Balcone

Mi portano sul balcone, notte buia ma luce accesa dentro. Rischio tutto. Mi piego sulla ringhiera, culo in fuori. Luca sputa sul buco, ficca un dito. ‘Ti sfondo il culo, eh?’ Forza il cazzo dentro, grosso, brucia. ‘Ahi, piano… no, dai, più forte!’ grido piano. Entra tutto, mi scopa il culo violento, schiaffi sulle chiappe. Marco davanti, mi incula la bocca. ‘Succhialo bene, puttana’. Sento voci dal basso, vicini che passeggiano? Paura mista eccitazione, vengo forte, fica che squirta sul pavimento.

‘Invertiamo’ dice Luca. Ora Marco nel culo, più lungo, tocca fondo. Luca nella fica, doppia penetrazione. Eccomi piena, cazzi che sfregano dentro, pance sudate contro di me. ‘Cazzo, vieni con noi!’ gemo. Mi pizzicano i capezzoli duri, tirano. Io urlo piano, orgasmo che mi spacca. Loro esplodono: Marco mi riempie il culo di sborra calda, cola fuori. Luca nella fica, fiotti che schizzano. Mi leccano dopo, lingue dolci su buchi dilatati, doloranti ma beati.

Se ne vanno ridendo, ‘Grazie, vicina. Chiamaci quando vuoi cazzi’. Io dentro, sudata, fica e culo che pulsano. Pulisco con carta, odore di sesso ovunque. Mi guardo allo specchio, sorrido. Ora il palazzo è diverso. Ogni finestra nasconde segreti. Quei due cazzi li rivoglio. Il quartiere? Un bordello aperto.

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