Ero sul balcone, caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida della sera. L’appartamento di fronte, luce tamisée, rideau che si muoveva piano. Paola e Sonia, le mie vicine lesbiche, così belle. Paola con i capelli castani alle spalle, Sonia bionda corta, occhi azzurri taglienti. Le vedevo baciarsi, mani sotto la gonna di Paola. Il cuore mi batteva forte. Un’auto passò in strada, rumore che coprì i loro gemiti bassi. Mi bagnai subito, figa che pulsava. Continuavo a guardare, nascosta appena.

Paola alzò lo sguardo, mi sorprese. Sorriso complice, mi fece segno con la mano. Esitai, ma l’adrenalina… aprii la porta piano, scesi le scale veloci, bussai. “Entra, Sofia”, disse Sonia, voce bassa, provocante. Dentro, profumo di vino, corpi vicini sul divano. “Ti abbiamo vista”, rise Paola, mano sulla coscia di Sonia. “Vuoi unirti? Abbiamo un segreto”. Parlavano di volere un bambino, ma con piacere, non artificiale. Mi scelsero, io aperta a tutto. Il proibito del vicinato mi eccitava da morire.

Lo Sguardo Voyeur dalla Finestra

Bevemmo, chiacchiere calde. Sonia mi sfiorò il seno, “Sei bagnata, eh?”. La baciai, lingue che si intrecciavano, sapore di labbra morbide. Paola ci guardava, mano nella figa di Sonia. “Spogliati”, ordinò. Via vestiti, corpi nudi. La loro figa rasata, lucida. Leccai Paola, lingua dentro, succhiai il clitoride gonfio. “Oh cazzo, sì!”, gemette lei, mani nei miei capelli. Sonia mi spinse la figa in faccia, “Lecca forte, troia”. Io obbedivo, naso nel suo odore muschiato, succo che colava.

Paola prese lo strap-on, grosso, nero. Me lo ficcò in bocca, “Succhia come una puttana”. Sonia mi teneva aperta, dita nel culo. “Piano, c’è il vicino di sopra…”. Paura mista a eccitazione, passi fuori dalla porta? No, solo il nostro respiro. Paola mi penetrò, figa che si apriva, “Prendilo tutto, fica bagnata”. Spingeva forte, tette che rimbalzavano. Sonia leccava i miei capezzoli, pizzicava. “Vengo, porca!”, urlai piano, corpo che tremava. Cambiammo, io su Sonia, tribbing fighe che sfregavano, clitoridi duri. “Senti come sei calda”, ansimò lei.

L’Esplosione di Passione e Paura

Paola si unì, lingue ovunque. Leccai la figa di Sonia mentre Paola me la inculava con le dita. “Geme piano, cazzo, il balcone è aperto”. Un rumore di finestra vicina, forse ci guardavano? L’idea mi fece venire di nuovo, schizzi sulla coscia di Sonia. “Bevi il mio squirt, lesbica curiosa”. L’orgasmo ci travolse tutte, corpi sudati intrecciati, urla soffocate nei baci.

Dopo, nude sul letto, vino in mano. “Segreto nostro”, sussurrò Paola, bacio sulla guancia. Sonia mi strinse, “Torna quando vuoi”. Rientrai a casa, gambe molli, figa ancora pulsante. Ora ogni luce accesa nel palazzo mi fa fremere. Quel vicinato non è più lo stesso, pieno di segreti carnali. Ogni balcone un invito proibito.

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