Ero sul mio balcone, con una tazza di caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida della sera romana. La luce del lampione tremolava, e una macchina è passata lenta in strada, rompendo il silenzio. Dall’altra parte del cortile, nell’appartamento di Marco, il mio vicino figo – alto, muscoli tesi sotto la maglietta – la tenda si è mossa appena. L’ho vista: lui, la sua ragazza Giulia e un’amica, una mora con tette grosse. Stavano ridendo, bicchieri in mano, ma gli sguardi… cazzo, erano carichi.

Mi sono avvicinata alla finestra, cuore che batteva. Marco mi ha guardata, un sorriso malizioso. Lo sapevamo entrambi: da settimane ci spiamo. Io in reggiseno sottile, lui con boxer che segnano il pacco. Stasera, però, era diverso. Hanno iniziato a baciarsi tutti e tre. Giulia gli ha slacciato i jeans, tirando fuori quel cazzo grosso, venoso. L’amica si è messa in ginocchio, leccandolo piano. Io… mi sono bagnata subito. La fica pulsava, ho infilato una mano nelle mutande, sfregando il clito. La tenda di Marco si è aperta di più, lui mi fissava mentre la mora gli succhiava la cappella.

Lo Sguardo Caldo dalla Finestra Opposta

‘Cazzo, mi sta guardando’, ho pensato, eccitata da morire. L’interdetto del vicinato, il rischio che qualcun altro aprisse la finestra… adrenalina pura. Giulia si è spogliata, tette sode che ballavano, e si è seduta su di lui, cavalcandolo forte. ‘Ah sì, scopami!’, gridava lei. L’amica le leccava la fica mentre Marco pompava. Io ansimavo, dita dentro di me, succo che colava sulle cosce. Marco ha annuito verso di me, come a dire ‘vieni qui’.

Non ce l’ho fatta più. Sono uscita sul balcone, vestitino corto alzato, mutande a terra. Lui ha fatto lo stesso, cazzo duro puntato verso di me. ‘Ti ho vista, troia’, ha sussurrato rauco, saltando la ringhierina bassa che divide i balconi. Le sue mani grosse mi hanno afferrato il culo, spingendomi contro il muro. ‘Ero lì che ti guardavo masturbarti’. La sua bocca sulla mia, lingua dentro, mentre mi strappa il vestitino. Tette fuori, capezzoli duri. Mi gira, mi piega, e quel cazzo enorme mi entra in fica di colpo. ‘Ahhh! Sì, fottimi forte!’, gemo piano, terrorizzata che il vecchio del piano di sopra sentisse.

Il Cazzo Duro e il Rischio di Essere Visti

Pompava come un animale, palle che sbattevano sul mio clito. ‘Sei strettissima, puttana voyeur’, grugniva, una mano sul mio collo, l’altra che mi strizzava una tetta. Io spingevo indietro, sentendo ogni vena del suo cazzo sfregare dentro. Sucche dappertutto, odore di sesso misto a caffè. Una macchina passa di nuovo, fari che illuminano i balconi – cazzo, e se ci vedevano? Mi eccitava di più. ‘Vengo!’, ansimo, e squirto sul suo uccello. Lui accelera, ‘Prendilo tutto!’, e mi riempie di sborra calda, che cola giù dalle mie labbra gonfie.

Ci stacchiamo ansimanti, lui rientra di soppiatto. Io dentro, gambe che tremano, fica piena del suo sperma. Ora ogni luce accesa nel condominio mi fa fremere. Quel trio spiato, il nostro scopata rischiosa… un segreto carnale che ha cambiato tutto. I vicini non sono più solo facce: sono desideri nascosti, cazzi duri dietro le tende. E Marco? Lo aspetto stanotte, tenda socchiusa.

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