Ero sul balcone, caffè caldo in mano, quell’odore forte che saliva dalla tazzina mescolato all’umidità della sera a Milano. La via era quieta, solo un’auto lontana che rombava piano. Di fronte, appartamento terzo piano, luce gialla tamisata. Il sipario si muove appena, come se qualcuno esitasse. Sbircio. Lei, la vicina, Maguy la chiamano, sui 50, corpo da madonna carnosa: tette enormi che dondolano, culo rotondo e pesante, fianchi larghi. Indossa solo un perizoma minuscolo. Due uomini con lei, i fratelli del piano di sotto, André e Clément, nudi. André sdraiato sul letto, cazzo duro ritto. Clément in ginocchio sopra di lui, testa che sale e scende, succhia piano, slurps umidi che immagino arrivare fin qui.

Mi bagno subito. Le cosce strette, mano che scivola sotto la vestaglia leggera. Lei, Maguy, ride piano, versa whisky. “Un doppio?” dice a uno. Li vedo nudi ora, lei si gira, culo esposto, tette che ballano. Il cuore mi batte forte. Paura che un vicino passi sotto, luci della strada che filtrano. Ma non riesco a staccare gli occhi. André geme, mano sul culo di Clément, dito che sparisce dentro. Lei si inginocchia, prende il cazzo di André tra le tette, suzione e branlette unita. Io ansimo, dita nella fica bagnata, umida aria sul balcone.

Lo sguardo che accende il fuoco proibito

Poi… un rumore accanto. Il mio vicino, Luca, appartamento affianco, balcone comunicante. Lo vedo, in mutande, cazzo gonfio in mano, mi fissa. “Ti vedo, puttana,” sussurra piano, voce rauca. Arrossisco, ma non mi fermo. “Vieni,” gli dico io, voce tremante. Salta il muretto basso, mani sudate sulle mie tette. “Hai visto tutto?” ansima. “Sì, inculali come maiali.” Mi strappa la vestaglia, bocca sul collo, odore di sudore maschile. Mi gira, mani sul culo. “Il tuo è meglio.” Dito umido sulla rosetta, gira piano. Io gemo, “No… sì, piano.” Ma lui spinge, saliva che cola.

Dentro casa, porta socchiusa sul balcone, rischio che i vicini di fronte vedano. Mi mette a pecorina sul tappeto, cazzo grosso che preme. “Ti apro il culo, troia voyeur.” Entra piano, bruciore dolce, poi spinge forte. “Ah! Cazzo, sì!” urlo piano, mano in bocca. Lui pompa, palle che sbattono, sudore che gocciola. Vedo di lato lo specchio: culo spalancato, lui che entra e esce, rosetta rosa tesa. “Guarda di là, loro ci stanno fissando,” ansima. Vero: sipario mosso, Maguy ride, André si masturba guardando. Excitation pura, paura che un’auto si fermi sotto, fari su di noi.

Il culo aperto e il brivido di essere visti

Luca accelera, “Ti riempio il culo di sborra.” Io vengo prima, fica che pulsa senza tocco, urla soffocate. Lui esplode dentro, caldo che cola. Clément dall’altra parte, a quattro zampe, André lo incula forte, gemiti che echeggiano. Luca esce, sperma che sgocciola sul pavimento. Mi bacia, “Domani replichiamo? Con loro.”

Ora è calmo, luci spente. Io nuda sul letto, odore di sesso nell’aria, caffè freddo sul comodino. Il quartiere dorme, ma io vedo diverso: ogni balcone un invito, ogni sipario un segreto. Quel culo violato mi ha cambiata, ora bramo altri sguardi. Il condominio non è più lo stesso.

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