Era novembre, aria fresca, stavo sul balcone con il caffè in mano. L’odore forte mi avvolgeva, mentre sorseggiavo piano. Di fronte, nell’appartamento dirimpetto, due ragazze, Caterina e Giulia, sui loro 18 anni, chiacchieravano sul balcone. Finestre aperte, voci chiare. ‘Non ce la faccio più, sono ancora vergine’, diceva Caterina ridendo nervosa. ‘Anch’io, qui al villaggio non succede niente’. Le sentivo tutto, ridevano imbarazzate. Le guardavo di nascosto, corpi snelli, fianchi stretti, tette sode sotto le maglie leggere. Il rideau dell’appartamento accanto si muoveva piano, vento? O qualcuno spiava come me?
Alzai gli occhi, loro mi videro. Sorriso timido da Caterina, arrossì. Giulia mi fece ciao con la mano. Cuore batteva forte. Prossimità del palazzo, così vicine, proibito. Passa una macchina in strada, rumore che rompe il silenzio. Le invitai con un gesto, caffè extra? Venne Caterina prima. ‘Ho sentito tutto’, dissi ridendo. ‘Vergini a 18 anni? Venite da me, vi racconto i miei segreti’. Giulia arrivò dopo, occhi curiosi. Sul mio divano, luce tamisée, parlammo. ‘Vogliamo imparare’, disse Caterina, mano sulla coscia. Desiderio saliva, corpi vicini, finestre aperte verso il vicinato.
Sguardi Caldi tra i Balconi
Le portai in camera, tende socchiuse. ‘Iniziamo piano’. Le spogliai lente, pelle d’oca per il fresco. Tette perfette, capezzoli duri. Le massaggiai con olio, mani scivolose su schiene, poi culis fermi. ‘Toccami’, dissi. Le loro mani tremanti su di me, fiche già bagnate. Doccia insieme, acqua calda, sapone che schiuma. Le lavai la figa, dita dentro, gemiti. ‘Oh cazzo, sì’. Sul letto, le leccai. Lingua su clitoride di Caterina, succhio forte, lei trema. ‘Non fermarti!’ Giulia guardava, si toccava. Poi leccai lei, dolce, stretta. ‘Voglio venire’. Vennero forte, corpi inarcati, urla soffocate per non farsi sentire.
L’Esplosione di Piacere Proibito
‘Ora il vero’, dissi. Presi il dildo dal cassetto, grosso, realistico. Caterina prima, gambe aperte. ‘Piano, prof’. Lo spinsi piano nella sua figa vergine, umida, stretta. ‘Cazzo, entra tutto!’. Pomparlo forte, lei urlava ‘Più veloce, scopami!’. Paura costante: luce accesa di fianco, vicini potrebbero vedere dal balcone. Adrenalina pura, figa mia che pulsa. Giulia accanto, mi leccava i capezzoli. Cambiai, dildo in Giulia, resisteva l’imene? Spinsi, lacrima, poi ‘Sì, rompilo!’. La fottii duro, schiaffi di palle finte sul culo. Leccai Caterina mentre, trio sudato. Venni anch’io, dita nella figa, spruzzando sul letto. Loro esplosero, ‘Cazzo, vengo!’ corpi convulsioni, sperma finto dentro.
Calma dopo, nude intrecciate, sudore e odore di sesso. Finestre chiuse ora, ma segreto nostro. ‘Grazie’, sussurrò Giulia. Ridemmo piano, macchina passa di nuovo. Ora ogni balcone mi eccita, ogni tenda che si muove è promessa. Il palazzo non è più lo stesso, corpi nascosti, desideri pronti a esplodere.