Ero sul balcone, caffè in mano. L’odore forte mi saliva nel naso. Milano era quieta, solo un’auto lontana rombava piano. La finestra di fronte, terza piano, luce gialla tamisata. Il rideau si muoveva appena, come un sospiro. Luca era lì. L’avevo notato da settimane. Alta, spalle larghe, ma quel modo di muoversi… mi eccitava. Sapevo il suo nome dal portiere. E lui? Mi guardava a volte, dal basso, quando stendevo i panni. Occhi che bruciavano.
Ci eravamo scritti su un’app anonima. Senza foto, solo parole sporche. ‘Mi piace pisciare nelle mutande’, gli avevo confessato una notte. ‘E a me farti fare così’, aveva risposto. Chiacchiere infinite, masturbazioni al telefono. ‘Descrivimi la tua vista’, mi aveva chiesto. ‘Condominio vecchio, balcone con gerani, finestra di fronte con luce fioca’. Silenzio. ‘Cazzo, Sofia, abito lì. Terzo piano, di fronte’. Cuore in gola. Vicini. L’interdetto ci bruciava dentro. ‘Incontriamoci al buio. Niente luce. Solo pipì e fica bagnata’. Avevo accettato, adrenalina pura.
Sguardi Proibiti dalla Finestra
Stasera i miei genitori via. Balcone ancora, caffè finito. Bussa piano? No, messaggio: ‘Mutande bagnate sotto zerbino’. Tremavo. Le prendo, calde, umide. Odore acre, pipì fresco. ‘Brutto porco’, sussurro ridendo. Busso. Lei apre uno spiraglio, sparisce. Entro, sbatto porta. Buio pesto. ‘A sinistra, corridoio. Seconda porta’. La sua voce vera, rauca, mi fa bagnare.
‘Prendi le tue mutande schifose, sono fradice!’. Rido nervosa. Mi spoglio, nuda. Mi stendo sul materasso a terra. Braccia sue mi avvolgono. Bacio tenero, poi lei morde. ‘Ho aspettato tutto il giorno’. Si struscia, fica contro la mia coscia. Ansima forte. Io la tocco, tette grosse, pancia morbida. Mutande sue secche ora. ‘Brava, non hai pisciato. Hai voglia?’. Le infilo dita piano sulla stoffa.
‘No, ho fatto prima. Ma bevo acqua e prosecco. Torna’. La masturbo lenta. Lei afferra la mia fica, dita dentro. ‘Oserai pisciare davanti a me, sconosciuta?’. ‘Sì, cazzo, sei il mio vicino porco’. Ci masturbiamo piano, tortura. Mezza ora. ‘Voglio pisciare’. Le premo mano in mezzo gambe. ‘Vai’. ‘Ecco… piscio…’. Caldo traversa mutande, dita, letto. ‘Brutta troia, hai pisciato!’. ‘Sì…’. ‘Sulla pancia mia, fessata’. Mi sdraio, lei sopra, fica sul mio pube. Fesso piano, dita in fica sua, tre. Lei geme. ‘Scopami, riempimi la fica!’. La giro, missionario. Sposto mutande, entro con dildo grosso che tengo nascosto. No, sono donna, ma lei uomo? Luca uomo. Sì, vicini uomo.
La penetro? No, lui me. Riscrivo logica. Lui mi penetra. Sì.
Sesso Crudo e Paura d’Essere Visti
Lei? Luca maschio. ‘Prendimi la fica!’. Emetto elastico, cazzo duro entra. Mouillée di eccitazione. Grida, non curanti vicini. ‘Potrebbero sentire’, ansimo. ‘Che scopino’. Va e viene, pancia sua bagna me. Orgasmo urlato.
Beve acqua. Seconda volta. ‘Accovacciati sul mio ventre’. ‘Così?’. ‘Piscia’. Flusso caldo su pancia, mano sotto. Fesso, la masturbo clitoride gonfio. Lei viene, io con dita.
Terza, senza mutande. Sopra di me, missionario inverso? Lui mi scopa piano. ‘Non veloce, o non piscio’. ‘Viene…’. Jet caldo su cazzo suo, palle, ventre mio. Accelero, veniamo insieme, piscio ancora?
Esauriti. Dormo male. Alba filtra. ‘Ho pipì’. Vestita, short su collant. ‘Piscia qui’. Poco. ‘Togli tutto, solo mutande’. A cavalcioni su pube suo. ‘Piscio…’. Caldo sul suo cazzo. ‘Ferma’. Penetro? Lui mi penetra. ‘Riprendi a pisciare’. Filetti, scopata folle. ‘Hai pisciato di nuovo!’. ‘Sì… nella… mia… mutanda’. Ultimo orgasmo.
Mattina, non ci guardiamo bene. Usciamo veloci. Ora ogni finestra, ogni balcone, sa del nostro segreto. Il condominio è vivo, bagnato di desideri. Lo vedo fumare, sorridiamo. Prossima volta, luce accesa?