Abito in un palazzo vecchio al centro di Roma, finestre che si guardano. Io, 28 anni, single, adoro quel brivido di spiare i vicini. L’appartamento di fronte è di Anna, 19 anni, studentessa di danza. Magra, pelle chiara, capelli neri ricci. La vedo spesso tornare dalla lezione, sudata, stanca. L’altra sera, balcone aperto, caffè in mano, odore forte nell’aria. Una macchina passa lenta in strada, romba bassa. Lei entra, luce accesa fioca, tenda che si muove appena.
La guardo. Si toglie la maglietta, reggiseno nero cade. Tette piccole, duri i capezzoli. Pantaloni giù, mutandine bianche con pois. Nuda, si stiracchia, balla piano davanti allo specchio. Figa rasata quasi, un filo di peli neri. Mi eccito subito, mano tra gambe. Lei alza lo sguardo, vede la mia finestra. Non si copre. Sorride? Occhi che si incatenano. Cuore batte forte. Chiudo la tenda? No, resto lì, balcone, caffè freddo.
Lo Sguardo che Accende Tutto
Il giorno dopo, la incontro sulle scale. ‘Ciao, sono Anna, di fronte.’ Voce dolce, timida. ‘Ti ho vista ieri sera.’ Arrossisce. ‘Anch’io. Bello guardarti ballare.’ Rido, tensione palpabile. ‘Vuoi un caffè da me?’ Accetta. Entriamo nel mio, porta socchiusa, vicini che passano. Sedute sul divano, gambe che si sfiorano. Parliamo di danza, corpi, sudore. ‘Mi piace essere guardata,’ dice lei, mano sul mio ginocchio. Io: ‘Anch’io. Mi fai bagnare.’
La bacio. Labbra morbide, lingua che entra. Mani ovunque. Le strappo la maglietta, succhio i capezzoli rosa, duri come sassolini. Geme piano: ‘Sì, lecca…’ Le infilo mano nei jeans, figa già fradicia, bagnata. Dita dentro, due, pompo forte. Lei ansima: ‘Cazzo, che figa calda hai tu…’ Si alza, pantaloni giù, nuda. Mi spinge sul divano, apre le mie gambe. ‘Voglio leccarti.’ Lingua sulla fica, vortica sul clitoride, succhia. Io gemo: ‘Brava, troia, mangiami tutta.’ Paura: tenda aperta, luce di un altro vicino accesa. Se guarda? Adrenalina pompa, vengo forte, schizzi in bocca sua.
L’Esplosione del Desiderio
La giro, culo in aria, perfetto, sodo. Lecco il buco del culo, dito dentro, mentre strofino la figa. ‘Fottimi con le dita!’ Urla piano. Tre dita nella figa, pompando, pollice sul clitoride. Lei trema: ‘Sto venendo… cazzo!’ Corpo inarcato, figa che pulsa, sborra sul mio braccio. Io sopra, fighe che si strusciano, clitoridi che si toccano, scivolose di succhi. ‘Anna, sei una puttana perfetta.’ Geme: ‘Guardami, fai vedere a tutti.’ Finestra aperta, macchina passa di nuovo, fari illuminano. Veniamo insieme, urlando basso, corpi sudati uniti.
Dopo, nude sul letto, sudore che cola. Fumo una sigaretta, lei accoccolata. ‘Non dirlo a nessuno.’ Segreto nostro. Ora, ogni finestra è un invito, ogni vicino un possibile spettatore. Il quartiere non è più lo stesso: carico di fica proibita, occhi che spiano. Torneremo a giocare.