Mi chiamo Sofia, ho cinquantuno anni, vivo in un condominio vecchio a Roma, in quel quartiere dove tutti si spiano un po’. Sono ancora bona, magra, tette piccole ma sode, sempre depilata liscia come una ragazzina. Di giorno sono la direttrice finanziaria seria, ma di notte… dio, mi lascio andare. Mio marito? Non sa niente, è un coglione che non capisce.
Era una sera d’estate, umida, con l’odore di caffè dal mio balcone. La luce tamisée dall’appartamento di fronte, quello di Luca, il vicino single sulla quarantina, atletico, con quel sorriso da stronzo. Il rideau si muoveva appena, come se non volesse attirare attenzione. Io ero lì, in vestaglia leggera, niente sotto, sorseggiando il mio espresso. E lo vedo: lui con la macchina foto in mano, e una tipa, la sua amica forse, che si spogliava piano. Lei nuda, tette grosse, si girava, apriva le gambe. Lui scattava, zoom sul culo, sulla fica rasata. Il mio cuore batteva forte. Un’auto passa in strada, freno stride, mi blocco. Ma non stacco gli occhi.
Lo Sguardo Proibito dalla Finestra
I nostri sguardi si incrociano. Lui mi vede, sul balcone, la vestaglia che si apre un po’, il mio capezzolo duro. Sorride, malizioso, continua a fotografare lei ma punta l’obiettivo verso di me? O è la mia fantasia? Mi bagno subito, la fica che pulsa. Chiudo gli occhi un secondo, riapro: lui fa un cenno, ‘vieni’? No, è il mio desiderio che parla. Passano giorni, lo saluto sulle scale, tensione elettrica. ‘Caffè domani sera?’, mi dice una volta, sudato dalla palestra. ‘Ok’, balbetto, e già immagino.
La sera dopo, busso alla sua porta. Odore di colonia forte, luce bassa. ‘Entra, Sofia’. Mi offre caffè sul balcone, ma siamo vicini, ginocchia che si toccano. ‘Ti ho vista l’altra sera’, dice ridendo. ‘E tu… che spettacolo’. Arrossisco, ma la fica mi tradisce, bagnata. ‘Vuoi posare per me? Come lei’. Non resisto. ‘Sì’. Mi porta dentro, studio improvvisato, macchina pronta.
Inizia soft: mi sfilo la robe, nuda tranne per le mutandine minuscole. Scatta, ‘girati, apri le cosce’. Mi eccito, tocco la fica davanti a lui. ‘Toglile’. Obedio, a quattro zampe sul tappeto, culo in alto, dita dentro. Geme. ‘Brava, troia’. Poi mi lega i polsi a un gancio del soffitto, braccia su. ‘La mia amica viene, ti piace?’. ‘Sì, fammi godere’. Entra Giulia, mora, quarantacinque anni, tette enormi. Si spoglia, si struscia su di me, capezzoli contro i miei, lingua in bocca, bagnata e golosa.
L’Esplosione di Piacere e Paura
Mi bacia il collo, scende, succhia i capezzoli. Io gemo, ‘oh cazzo, sì’. Le sue dita nella mia fica, tre, entrano facili, pompa forte. Io trepido, ‘e se ci vede qualcuno?’. Finestra aperta, balcone vicino, rischio vicini. Lei ride, ‘meglio, eccitante’. Luca scatta, cazzo duro nei pantaloni. ‘Fottimi’, imploro. Mi slega, mi butta sul divano, mi apre le gambe. Il suo cazzo grosso, venoso, entra di colpo nella mia fica fradicia. ‘Prendilo tutto, puttana’. Spinge forte, palle che sbattono sul culo, io urlo, ‘più forte, scopami!’. Paura costante: un rumore fuori, vicini? Adrenalina pura, vengo squirting sul suo cazzo.
Giulia si unisce, mi lecca il clitoride mentre lui mi incula piano, poi profondo. ‘Il tuo culo è stretto’, grugnisce. Sborra dentro, caldo, io tremo in un altro orgasmo. Sudati, ansimanti, crolliamo. ‘Meraviglioso’, dice lui, scattando l’ultima foto.
Tornata a casa, notte fonda, balcone vuoto di fronte. Calma, ma tutto è cambiato. Ogni finestra ora è un segreto, ogni vicino un possibile amante. Questo sporco mistero mi fa bagnare solo a pensarci. Chissà domani…