Ero sul balcone con il caffè in mano, l’odore forte che saliva dalla tazzina. Notte d’estate, aria umida, una macchina passa lenta in strada, fari che illuminano i panni stesi. Non riuscivo a dormire, troppo calda la camera. Guardo di fronte, appartamento al terzo piano, tenda bianca che si muove appena, come se un alito di vento. Ma no, luce tamisée dentro, gialla, calda. Sbircio meglio, cuore che batte un po’.

Lì, sul letto, un tipo muscoloso, braccia legate ai ferri con corde nere. Due donne, una mora con tette grosse, l’altra bionda snella. La mora gli sta sopra, cazzo duro in bocca, succhia piano, sbava. ‘Apri di più, troia’, dice lui, voce roca. La bionda gli lecca i capezzoli, ride piano. Io… cazzo, mi bagno subito. Mi appoggio al muro, mano in mutande, tocco la fica già gonfia. Paura che mi vedano, ma non si fermano. Lui geme, ‘Fottermi forte, puttane’. La mora si alza, si siede sul suo cazzo, lo cavalca, tette che ballano. Schiocchi umidi, sudore che luccica.

Lo sguardo indiscreto dalla finestra

Escitazione che sale, vicinanza proibita, solo un balcone ci divide. Sento odore di sesso nell’aria? O è il mio? Mi fingo di pisciare i gerani, ma dita dentro, due, godo piano. Improvviso, passi sul pianerottolo. È Marco, il vicino di palier, canottiera sudata, muscoli tesi. ‘Buonasera, bellezza, non dormi?’, sorride malizioso. Lo guardo, occhi bassi, mano ancora umida. ‘Sto… guardando i vicini’, balbetto. Lui si avvicina, guarda dentro. ‘Porca puttana, guardali…’. Sento il suo cazzo indurirsi contro il mio culo.

‘Ti eccita, eh?’, mi sussurra all’orecchio, mano sul mio seno. Annuisco, tremo. ‘Cazzo sì’. Mi gira, bacio bagnato, lingue che si mischiano. ‘Qui? Sul balcone?’, dico io, eccitata dalla paura. ‘Sì, troia, fammi vedere quanto sei bagnata’. Mi abbassa i pantaloncini, dita nella fica, ‘Fradicia, cazzo’. Mi piega sul parapetto, cazzo grosso che spinge dentro, uno colpo secco. ‘Aaaah!’, gemo piano, guardo i vicini. Loro continuano, lui legato spara sperma sulla mora. Marco pompa forte, ‘Ti fotto mentre li guardi, puttana’. Paura che passi qualcuno, macchina in strada, freni. Ma più forte, più dentro, palle che sbattono sul mio culo. ‘Leccamelo’, dico, mi giro, in ginocchio. Succhio il suo cazzo, sapore di fica mia, saliva che cola. Lui mi afferra i capelli, ‘Brava, ingoia tutto’.

L’esplosione di piacere sul balcone

Mi rialza, contro il vetro, gambe aperte. Mi scopa in piedi, una mano sul clito, l’altra in bocca. ‘Vieni, troia, vieni guardando loro’. Io esplodo, squirto sul pavimento, urlo soffocato. Lui grugnisce, ‘Prendo il tuo culo ora’. Lubrifica con saliva, spinge piano, poi dentro tutto. Dolore e piacere, ‘Cazzo, spacchiami!’. Pompa selvaggio, rischio di cadere. Spara caldo nel mio culo, trema tutto. Ci accasciamo, sudati, ansimi.

Dopo, caffè finito freddo. Tendina si chiude, loro spariti. Marco mi bacia collo, ‘Segreto nostro, eh?’. Annuisco, sorrido. Ora il palazzo è diverso: ogni finestra un segreto, ogni vicino un possibile amante. Cammino nuda in casa, luce accesa, chissà chi guarda me ora. Adrenalina pura, non dormo più la notte.

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