Era una sera d’estate afosa, tipo le otto. Sul balcone, tazza di caffè in mano, quell’odore forte che mi pizzica il naso. La brezza leggera muove la tenda della finestra di fronte. L’appartamento delle nuove vicine, luce tamisée, gialla. E poi… le vedo. Nude. Completamente nude. Una bionda, grassottella, tette enormi che dondolano quando cammina. L’altra mora, più slanciata, culo tondo e sodo. Si asciugano dopo la doccia, ridono piano. Sento una macchina passare in strada, fruscio di gomme sull’asfalto. Cuore in gola. Siamo vicinissime, solo la corte interna ci separa. Dieci metri. Se guardano qua… ma non staccano gli occhi l’una dall’altra.

Mi appoggio al davanzale, non respiro quasi. La bionda si passa l’asciugamano tra le cosce, piano, sensuale. La mora la fissa, mordicchia il labbro. ‘Dai, vieni qui’, mormora la mora, voce bassa che arriva fino a me. Si abbracciano. Pelle contro pelle, umida ancora. Le tette della bionda si schiacciano contro il ventre piatto della mora. Baci sul collo. Io… ehm, sento la figa che si bagna. Mani che scivolano sui fianchi. La tenda si muove appena, rischio che un altro vicino dall’alto veda tutto. L’interdetto del palazzo, così vicino, mi fa tremare. Desiderio che sale, proibito.

Lo Sguardo Proibito dalla Mia Finestra

Entrano in camera, luce sul letto. Non chiudono la finestra. Io spengo la mia luce, resto al buio. Mi siedo sul bordo del letto, gambe aperte, vestaglia giù. Tocco la figa, già fradicia. Loro si baciano forte, lingue che entrano e escono. La mora spinge la bionda sul letto. ‘Apri le gambe, troia’, dice ridendo. La bionda obbedisce, figa bionda e pelosa esposta. La mora si inginocchia, lecca piano le labbra gonfie. ‘Mmm, sei così bagnata’. Succhia il clitoride, lingua che ronza. La bionda geme, ‘Sì, lecca la mia fica, più forte!’. Io infilo due dita dentro di me, pompo piano, guardo.

L’Esplosione di Piacere e il Mio Orgasmo Nascosto

La mora infila un dito nella figa della bionda, poi due. ‘Vuoi il culo?’, chiede. ‘Sì, scopami il culo!’. La bionda alza le chiappe, ano rosa stretto. La mora sputa, infila un dito piano. Poi due. La bionda urla di piacere, ‘Cazzo, sì!’. Leccano a 69 ora. La bionda mangia la figa mora, peli neri in bocca, succhia il succo. ‘Dammi la tua fica da fottere’. Dita che entrano e escono, schiocchi bagnati. Paura: un rumore in corridoio, vicini che tornano? Ma continuo, tre dita nel mio buco, clitoride gonfio. Loro accelerano, la mora si siede in faccia alla bionda, strofina. ‘Lecca il mio culo ora!’. La bionda infila la lingua nel buco, dita nella fica. Orgasmo della mora, squirt che bagna il letto. ‘Vengo, porca!’. La bionda viene dopo, culo dilatato da tre dita, urla soffocate.

Io vengo con loro, figa che pulsa, succhi sulle dita. Tremo tutta, respiro pesante. Loro si accasciano, si accarezzano piano. Spegnono la luce. Io resto lì, finestra aperta, brezza fresca sulla pelle sudata. Ora ogni volta che le incrocio in ascensore, sorrisi complici. Quel segreto carnale ha cambiato tutto. La coproprietà non è più noiosa. Ogni finestra nasconde un fuoco. E io… voglio di più.

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