Sai, abito al primo piano di questo palazzo figo, con balconi che si guardano. L’altra sera, caffè in mano, apro la finestra. Odore di gelsomino, macchina che passa lenta in strada. Dall’appartamento di fronte, luce tamisée. Tenda mosso appena dal vento. E li vedo: Giacomo e Margherita, nudi sul divano. Lei, moretta soda, tette grosse che rimbalzano mentre lui la incula da dietro. ‘Cazzo, che fica bagnata’, mugugna lui. Io? Mi bagno pure io, mano in mutande.
Giacomo è quel tipo sportivo, riservato, occhi marroni. Margherita, tutta curve, viva. Li spio, cuore che batte. Tenda si muove, forse mi hanno vista? No, continuano. Lei geme: ‘Più forte, riempimi la figa!’. Io sudo, figa che pulsa. Chiudo finestra, ma eccitazione resta. E poi, bussano. È Michele, il vicino artista, biondo, seducente. ‘Ciao Sofia, sentivo rumori… tutto ok?’. Sguardo complice, sa.
Sguardi Rubati e Desiderio Crescente
‘Vuoi un caffè?’, dico, voce tremante. Entra, occhi su mie tette sotto la camicia leggera. Parliamo, ma aria elettrica. ‘Ho visto i tuoi vicini… caldi eh?’, sussurra. Arrossisco. ‘Tu guardi sempre?’. Mi avvicino, odore del suo profumo maschio. Mani sue su fianchi miei. ‘Sofia, sei una bomba’. Bacio rubato, lingue che si mischiano. Paura che bussino, che sentano.
Lo tiro sul balcone, notte buia, stelle sopra. Luce da finestra di Giorgio, il pizzaiolo del piano sotto, forse sveglio. ‘Qui? Rischiamo’, dice lui, ma cazzo già duro. Io in ginocchio: ‘Fammi vedere quella mazza’. Lo tiro fuori, grosso, venoso. Lo lecco, assaporo pre-sborra salata. ‘Cazzo, Sofia, succhia bene’. Lo ingoio, gola piena, bave che colano. Lui geme piano, mano nei miei capelli. Auto passa, fari sfiorano balcone. Paura, eccitazione pura.
La Scopata Selvaggia sul Balcone
Mi alzo, pantaloni giù, figa rasata esposta. ‘Scopami ora, Michele, forte’. Mi piega sul parapetto, entra di colpo. ‘Che figa stretta, troia!’. Spinge, palle che sbattono culo mio. ‘Sì, cazzo, più profondo!’. Tette fuori, frizione aria fresca. Vedo finestra Giacomo: tenda mosso, ombre? Qualcuno guarda? ‘Ci vedono, porca puttana’, ansimo. Lui accelera: ‘Meglio, vieni per loro’. Orgasmomi esplode, figa che contrae, squirto gambe giù. Lui esplode dentro: ‘Prendi il mio sborra caldo!’. Getti bollenti mi riempiono.
Cadiamo esausti, sudati. Baci lenti, risate nervose. ‘Segreto nostro’, sussurra. Rientriamo, luce spenta. Ora, ogni vicino è sospetto. Saluto Margherita col sorriso complice, Giacomo mi fissa strano. Giorgio piscia dal basso, sa tutto? Palazzo mai uguale, carico di segreti carnali. Adrenalina pura, voglio di più.