Ero sul balcone, caffè in mano, quell’odore forte che mi riempie le narici. Sera tiepida, una macchina passa lenta in strada, fari che sfiorano le tende. Di fronte, nel palazzo opposto, si accende una luce tamisata. Lui. Il mio vicino, quel tipo ambizioso, sempre in giacca e cravatta. Lo vedo togliersi la camicia, muscoli tesi dal giorno in ufficio. Sudato, si passa una mano sul petto. Io trattengo il fiato. La tenda si muove appena, come se sapesse.

Giorni così. Lo spio dal mio balcone, cuore che batte forte. Ieri l’ho visto con lei, la collega. Contro il muro del parcheggio sotterraneo, ma da qui si vede tutto. Pantaloni alle caviglie, la sbatteva duro. Lei gemeva, gonna alzata. Io? Mi sono toccata piano, fica già bagnata. L’adrenalina di essere così vicini, solo una strada ci separa. E se mi vedesse? Quel brivido mi fa tremare le cosce.

Lo Sguardo che Accende Tutto

Stasera è solo. Si allena nudo davanti alla finestra, cazzo semi-eretto che dondola. Beve un sorso, occhi persi. Io indosso solo una camicia leggera, capezzoli duri contro il tessuto. La macchina passa di nuovo, rumorio basso. Mi sporgo, lascio che la camicia si apra. Lui alza lo sguardo. I nostri occhi si incatenano. Sorride, mano che scivola giù, afferra quel cazzo grosso. ‘Vieni qui’, mima con le labbra. Io esito, ma la fica pulsa.

Corro giù, balcone comune. ‘Ti ho visto’, sussurro. Lui mi afferra, bocca sulla mia, lingua dentro. ‘E io te, troia voyeur’. Mi sbatte contro la vetrata, camicia strappata. Cazzo duro come ferro contro la mia pancia. ‘Spogliati’, ringhia. Io abbasso le mutande, le lascio cadere. Lui mi gira, fica esposta alla notte. Dita dentro, ‘Sei fradicia, puttana’. Geme mentre spinge due dita, pollice sul clito. Io ansimo, ‘Scopami, dai, prima che qualcuno passi’.

La Scopata Selvaggia contro la Finestra

Entra di colpo, cazzo che mi spacca in due. ‘Cazzo, che fica stretta’. Mi sbatte forte, vetrata che trema. Seni schiacciati sul vetro freddo, capezzoli che sfregano. ‘Se ci vedono? I vicini…’, gemo io. ‘Meglio, che guardino come ti riempio’. Colpi secchi, palle che sbattono sul mio culo. Io vengo prima, urlo basso, ‘Sì, cazzo, sì!’. Lui accelera, ‘Prendilo tutto, troia’. Spara dentro, caldo che mi invade. Trema, mi stringe.

Ci stacchiamo piano, sudati, odore di sesso nell’aria. Un’altra macchina passa, fari che ci sfiorano. Lui mi bacia il collo, ‘Domani di nuovo?’. Annuisco, sorriso complice. Torno su, balcone vuoto ora. Il quartiere? Non è più lo stesso. Ogni luce, ogni tenda che si muove, è un segreto. Il nostro. E quel brivido… mi terrà sveglia stanotte.

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