Ero sul balcone, caffè in mano, l’odore forte che saliva piano. Sera d’estate, umida, una macchina passa lenta in strada, romba bassa. La finestra di fronte, luce fioca, tenda che trema appena. Loro, i vicini. Lui, quel poveraccio, zoppica sempre, da anni dopo l’incidente. Non la tocca più, lo so. Lei, forte, tipo sbirra, ragazzo mancato, ma figa da paura. Litigano forte, voci che filtrano. “Stronzo impotente! Ho il culo in fiamme!” grida lei. Mi bagno subito, cazzo. Mi eccita da morire spiare così, vicini, proibito.

Mi appoggio alla ringhiera, vestaglia che si apre un filo, tette libere, capezzoli duri. Odo passi accanto. È lui, Marco, il vicino di lato. Alto, peloso, panzone da orso, ma cazzo grosso, l’ho intravisto una volta. Mi fissa, occhi famelici. “Maria, che vista…” mormora, birra in mano. Sorrido, apro di più. “Ti piace?” dico piano, voce tremante. Si avvicina, balcone comunicante, mano sulla mia coscia. Pelle calda, sudata. Cuore batte forte, e se ci vedono? La tenda di fronte si muove. Desiderio sale, fica che pulsa. “Vieni qui,” ansimo, lo tiro.

Lo Sguardo Proibito dai Balconi

Entriamo nel suo, porta aperta sul balcone. Mi strappa la vestaglia, tette che rimbalzano. “Cazzo, sei una troia,” ringhia, bocca sul collo. Odore di uomo, sudore, birra. Mi gira, mani pelose su culo. “Spalanca,” ordina. Obbedisco, apro gambe. Dita dentro, bagnata fradicia. “Goccioli, puttana.” Geme. Mi piega sulla sedia, balcone esposto. Cazzo duro contro fica. “Mettilo, sfondami!” urlo piano. Entra di colpo, grosso, riempie tutto. Ahanii forti, pacche su culo. “Ti piace forte, eh?” pompa selvaggio, palle che sbattono. Paura: luce accesa di fronte, ombre. “Se ci vedono…” ansimo, ma eccita di più. Mi incula piano, dito prima, poi cazzo. “Prendilo tutto, zoccola.” Grido, vengo, squirto sul pavimento. Lui accelera, “Sto venendo,” scarica dentro, caldo.

Crolliamo, sudati, balcone ancora aperto. Brezza fresca, voci dai vicini. Lei urla ancora, lui tace. Ci rivestiamo lenti, baci rubati. “Domani ancora?” sussurra. Annuisco, occhi lucidi. Torno a casa, caffè freddo. Condominio cambiato: segreti dappertutto, cazzi duri dietro tende, fiche bagnate. Ogni balcone nasconde un peccato. Io, ora, vivo per questo brivido. Adrenalina che non svanisce.

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