Era un mercoledì mattina, a Roma, faceva già un caldo infernale. Io, Sofia, sul balcone con il caffè in mano, vestaglia di seta nera trasparente che mi copriva a malapena. L’odore forte del caffè mi saliva al naso, mescolato all’afa estiva. Dall’altra parte della corte interna, l’appartamento dei vicini, Marco e Laura. Li conosco di vista, saluti frettolosi in ascensore. Marco esce di casa, bussa la portiera giù, rumore di macchina che parte in strada. Rimane lei, Laura, mora con tette sode e culo tondo.

Mi appoggio alla ringhiera, la vestaglia si apre un po’, sento l’aria calda sulla figa rasata. Lei è alla finestra, tende semiaperte, luce tamisée dentro. Mi vede? Sì, i suoi occhi si fissano sui miei. Non distoglie lo sguardo. Io sorrido, un po’ esitante, bevo un sorso. Il cuore mi batte forte. Proibito, siamo vicine di casa, se ci beccano… Ma l’adrenalina mi bagna già. Lei si avvicina al vetro, indossa solo una canottiera sottile, capezzoli duri che spingono il tessuto. Muove piano la tenda, come un invito. O un sì.

Il Gioco di Sguardi dal Balcone

Io arrossisco, ma non mi copro. Alzo la tazza, un brindisi silenzioso. Lei ride, bocca aperta, poi sparisce un attimo. Torna con un caffè anche lei, sul suo balcone minuscolo. ‘Buongiorno Sofia’, grida piano, voce roca. ‘Caldo eh?’. Annuisco, ‘Troppo’. I nostri balconi sono vicini, basta sporgersi. Sento il sudore scivolarmi tra le cosce. Lei si sistema la canottiera, ma la tira su un po’, pancia nuda. ‘Ti vedo sempre così sexy la mattina’, dice ridendo. ‘E tu… mi fai impazzire’. Desiderio che sale, proibito dal vicinato, ma irresistibile.

Non resisto. ‘Vieni da me?’, le chiedo, voce tremante. Lei guarda giù, nessuno in corte. ‘Sì, ora’. Cinque minuti dopo, bussa piano alla mia porta. Entro, la tiro dentro, corpi che si sfiorano. ‘Cazzo, Laura, ti volevo da mesi’, le dico, mani sui suoi fianchi. Lei mi bacia, lingua dentro, affamata. ‘Anch’io, ti spio sempre dalla finestra’. La spingo contro il muro del soggiorno, finestre aperte su balcone, rischio che qualcuno veda. Le strappo la canottiera, tette libere, le succhio un capezzolo duro. ‘Ah sì, leccami’, geme lei.

La Scopata Intensa e il Brivido di Essere Scoperte

Le abbasso i pantaloncini, figa bagnata depilata, odore di eccitazione che riempie la stanza. Inginocchio, lecco la sua fessura, lingua sul clitoride gonfio. ‘Cazzo, Sofia, la tua lingua è divina!’. Lei mi afferra i capelli, spinge il bacino. Io infilo due dita nella sua figa stretta, pompo veloce, succhio forte. Rumore di passi giù in corte, una macchina passa, ci blocchiamo un secondo, cuori impazziti. ‘Continua, non fermarti, mi fai venire’, ansima lei. La giro, culo contro il vetro del balcone, la scopo da dietro con le dita, leccandole il buco del culo. ‘Ti piace? Sei una troia da vicino’. ‘Sì, scopami più forte!’. Viene urlando piano, figa che pulsa, succhi sulle mie dita.

Ora tocca a me. Mi sdraio sul divano, gambe aperte. ‘Leccami la figa, Laura’. Lei si tuffa, lingua esperta che mi divora il clitoride, dita dentro di me che mi stirano. ‘Sei così bagnata, troia voyeur’. Gemo forte, ‘Più dentro, fammi squirtare’. Sento voci dal basso, vicini che chiacchierano, terrore e eccitazione mi fanno esplodere. Vengo tremando, schizzi sulla sua faccia. ‘Brava, bevi tutto’. Ci abbracciamo sudate, ansimanti.

Dopo, caffè sul balcone, vestaglie allacciate. ‘Segreto nostro, eh?’, dice lei sorridendo. Annuisco, ma ora tutto è cambiato. Ogni finestra della corte è un invito possibile, ogni tenda un segreto. Il condominio non è più lo stesso, pulsa di desideri nascosti. Non vedo l’ora di spiare ancora.

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