Ero sul balcone con il caffè in mano, l’odore forte che mi riempiva le narici, quando ho sentito un rumore strano dalla camera. Un palazzo vecchio a Roma, pareti sottili come carta, senti pure il vicino russare. Entro, spengo la luce, e lì, nel muro verso l’appartamento di Giovanni, il single del piano, un buchetto piccolo, perfetto per spiare. Io, Sofia, 32 anni, sempre aperta a queste cose, mi eccito subito. L’adrenalina di essere vista, o di vedere… Ho avvicinato l’occhio. Niente all’inizio. Ma il giorno dopo, venerdì, prima di uscire, getto un’occhiata. E bum: la sua asta, dura, in mano. La pompa piano, gemendo piano. Il cuore mi batte forte, una macchina passa in strada, freni stridono, coprono i miei respiri. Mi bagno all’istante. La figa pulsa.

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Non resisto. Mi spoglio, apro le gambe davanti al buco. Le grandi labbra gonfie, la piccola che luccica. Mi tocco il clitoride, piano, sentendo i suoi occhi. Immagino la sua faccia. Niente note ancora, ma so che guarda. Sabato niente, domenica torno: la mia figa rasata fresca, crema al romero che puzza di erba buona. Infilo un dito dentro, gemo ‘Oh sì…’, il buco come uno schermo porno privato. Lunedì, rasatura perfetta, rosa e liscia, mi infilo due dita, il succo cola sul pavimento. Martedì finto, ma lui? Mercoledì sera, torno dal lavoro, stanca, e trovo un bigliettino arrotolato: ‘Masturbati per me, ti prego’. Rido nervosa, cuore in gola. Lo faccio, pantaloni giù, figa esposta, mi scopo con le dita fino a tremare, sborro bagnando il muro. Lui batte colpi dall’altra parte, eccitato.

La Scoperta e la Tensione che Sale

Giovedì un altro: ‘Vuoi vedermi pisciare? Due colpi sì’. Picchio forte, due volte. Mi accovaccio, apro le labbra, il getto caldo nella bacinella, schizzi ovunque, dura un’eternità, goccioline restano appiccicose. Lui ansima, lo sento. Complicità nata, rido io, ride lui attraverso il muro. Mi giro, apro il culo, rosa e stretto, lo stuzzico. Dieci giorni così, masturbazioni serali, 18:30 precise, come un appuntamento. Luce fioca dalla lampada, tenda che si muove piano dall’altra parte.

Il Sesso Esplosivo e il Segreto Condiviso

Sabato, grasse matinée, visioni erotiche. Ho Luca, il mio ragazzo, gli racconto tutto. ‘Vieni, scopami davanti al buco, lascia che guardi’. Lui eccitato: ‘Sei una troia, mi piace’. Prepariamo: io nuda, in ginocchio sul letto, figa verso il buco. Luca entra piano, il suo cazzo grosso mi riempie, ‘Cazzo, Sofia, sei fradicia’. Pompa forte, io gemo ‘Più forte, fottimi!’, tette che ballano, sudore che cola. Paura che il vicino di sopra senta, passi in corridoio, una macchina frena giù. Lui dall’altra parte masturba furioso, lo immagino. Luca accelera, ‘Vengo!’, sborra dentro, caldo e denso, cola fuori sulla figa. Io vengo urlando, clitoride che esplode. Buco silenzioso, ma so che ha visto tutto. Baci Luca: ‘Grazie, amore’.

Domenica calma, puliamo, tappiamo il buco? No, lo lasciamo. Ora cammino in cortile, vedo Giovanni, arrossisce, sorrido complice. La coproprietà è diversa: ogni finestra un segreto, ogni muro una promessa. Quel brivido carnale mi ha cambiata, voglio di più.

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