Ieri sera, ero sul balcone con una sigaretta e il caffè che profumava forte nell’aria fresca di Milano. La luce tamisée dall’appartamento di fronte mi ha attirata. Lui, il vicino, quel tipo sulla quarantina con la gamba un po’ zoppa, solo come sempre. Lo osservo da settimane. Si è versato un whisky, si è seduto sul divano. Il rideau si muove appena, un filo di vento dalla finestra aperta.
I nostri sguardi si incrociano. Io… esito, ma non sposto gli occhi. Lui sorride, quel sorriso complice, da uomo che sa. Bevo un sorso, la tazza calda tra le mani. Una macchina passa in strada, romba bassa, mi fa sobbalzare. Lui alza il bicchiere, come un brindisi proibito. Sento l’adrenalina salire. Il quartiere è quieto, ma chissà chi guarda.
Il Gioco di Sguardi dalla Finestra
Mi appoggio alla ringhiera, la camicia da notte leggera si solleva un po’. Lo vedo fissarmi le cosce. Il mio cuore batte forte. ‘Cazzo, mi sta guardando davvero’, penso. Mi tocco i capelli, fingo casuale, ma sposto il tessuto, lascio intravedere un seno. Lui si agita sul divano, la mano va giù, sul pantaloni. Oh sì, si sta toccando pensando a me. Il mio clitoride pulsa già.
Non resisto. Mi giro verso la finestra aperta, alzo la camicia. La figa nuda all’aria, bagnata. Lui spalanca gli occhi, si alza piano, zoppica verso il vetro. ‘Vieni, guardami’, mormoro tra me. Una luce si accende di lato, il vecchio del piano di sotto? Paura mista a eccitazione. Lui annuisce, tira giù i pantaloni. Il cazzo duro, grosso, venoso. Si sega piano, occhi fissi su di me.
Basta, devo averlo. ‘Vieni qui’, gli mando un messaggio veloce, il numero ce l’ho da un saluto in ascensore. Due minuti dopo, bussa piano. Apro, nuda, lo tiro dentro. ‘Sofia… non ce la facevo più’, ansima. Lo spingo contro il muro del corridoio, l’odore di whisky e sudore. ‘Zitto, scopami ora’. Gli slaccio i jeans, il cazzo salta fuori, caldo, pulsante. Lo prendo in bocca, succhio forte, la saliva cola. Geme: ‘Cazzo, che troia sei’.
La Scopata Intensa con Rischio Vicini
Lo porto in salotto, finestre aperte, balcone visibile. Lo sdraio sul tappeto, monto sopra. La figa gli mangia il cazzo tutto, entro piano, gemo forte. ‘Più forte, rompimi’, urlo quasi. Lui mi afferra le chiappe, sbatte su, palle che schiaffeggiano. Sudiamo, corpi appiccicosi. ‘Se ci vedono?’, sussurra eccitato. ‘Che vedano, voglio che sappiano che ti fotto’. Accelero, il clitoride sfrega sul suo pube, vengo urlando, la figa si contrae, squirto un po’.
Lui mi gira, a pecorina contro la finestra. Entra di nuovo, spacca la figa, colpi violenti. ‘Prendilo tutto, puttana del quartiere’. Sento voci fuori, vicini che passeggiano? Terrorizzata ma bagnatissima. Mi infila un dito nel culo, doppio piacere. ‘Vengo dentro?’, grugnisce. ‘Sì, riempimi la fica di sborra’. Esplode, caldo dentro, cola fuori sulle cosce.
Cadiamo esausti sul pavimento. Il cuore ancora martella. Chiude le finestre, ride piano. ‘È stato pazzesco, Sofia’. Io annuisco, tremante. Ora ogni luce accesa nel palazzo mi eccita. Quel segreto ci lega, cambia tutto. Il vicinato non è più lo stesso: ogni finestra nasconde un desiderio pronto a esplodere.