Ero sul balcone, caffè in mano, l’odore forte che saliva nell’aria umida di Roma. Sera d’estate, caldo appiccicoso. La finestra di fronte, quella del vicino Marco, accesa. Tendaggio semi-chiuso, luce gialla tamisée. Un rumore di macchina in strada, lontana. Mi appoggio alla ringhiera, vestaglia leggera aperta sul seno. Lo vedo. Lui solo, pantaloni abbassati, cazzo in mano. Duro, grosso. Si sega piano, occhi fissi qui.
Arrossisco, ma non mi muovo. Il cuore batte forte. È lui, il marito della bionda del piano di sotto. Sempre sorrisi in ascensore, sguardi che durano troppo. Proibito, così vicino. Io, Sofia, 34 anni, single da un po’, fica che pulsa già. Mi tocco il capezzolo, lo tiro. Lui accelera, vede. Un sorriso, il mio. Il tendaggio si muove appena, come un invito.
Il Gioco di Sguardi dalla Finestra
Passano minuti. Brividi. Un altro rumore, vicini che parlano giù. Mi infilo una mano sotto, dita umide sulla fica rasata. Lui ansima, cazzo gonfio. ‘Cazzo, Sofia…’, mormora, lo sento quasi. Io gemo piano, ‘Sì, guardami, Marco’. La tensione sale, proibita dal quartiere. Domani ci incrociamo al portone, sapendo.
Non resisto. Apro di più la vestaglia, tette fuori, fiche spalancata. Lui si alza, cazzo dritto, si avvicina alla finestra. ‘Vieni qui’, dice a voce bassa. Io annuisco, adrenalina pura. Scendo le scale piano, cuore in gola. Busso alla sua porta. Apre in boxer, sudato. ‘Porca troia, entri?’
Mi tira dentro, porta sbattuta. Mani sul mio culo, bocca sulla bocca. ‘Ti guardo da settimane, puta’, ringhia. Io rido, nervosa, ‘E io la tua verga enorme’. Lo spingo sul divano, ginocchia a terra. Cazzo in mano, lo lecco dalla base, saliva che cola. ‘Mmm, buono’, gemo. Lo prendo in bocca, profondo, gola piena. Lui geme, ‘Suce come una troia’. Sputo, pompo veloce, palle in mano.
La Scopata Intensa con Rischio di Essere Visti
Mi alzo, lo cavalco. Fica bagnata che lo ingoia, ‘Ahhh, sììì, spaciami’. Salto, tette che rimbalzano. Finestra aperta, balcone vicino. Paura: e se passa qualcuno? ‘Chiudi le tende!’, ansimo. ‘No, voglio che ci vedano scopare’, ride lui, spinte dure. Mi gira, cane, cazzo che sbatte, ‘Prendilo tutto, vicina porca’. Io urlo, ‘Più forte, fammi venire!’. Suoni bagnati, puzza di sesso. Un’auto passa, fari che sfiorano. Terrorizzata, eccitata da morire. Orgasmio mi spacca, squirto sul pavimento.
Lui pompa, ‘Sto venendo!’, sborra dentro, caldo, pieno. Crollo su di lui, sudati, ansimi. ‘Cazzo, incredibile’, sussurra. Ci rivestiamo lenti, sguardi complici. ‘Domani, stesso posto?’, chiedo ridendo. ‘Sì, ma shh, segreto’.
Esco, scale buie. Rientro a casa, balcone ancora caldo. Ora la coproprietà è diversa: ogni finestra un segreto, ogni vicino un rischio. Fica dolorante, sorriso. Adrenalina eterna.