Stasera ero sul balcone, con il caffè caldo in mano, quell’odore forte che mi avvolge. La via è silenziosa, solo un’auto che passa lenta, fari che sfiorano i muri. Di fronte, la luce tamisée si accende nell’appartamento del dottor Marco, il mio vicino. Alto, bruno, occhi magnetici. Lo vedo togliersi la camicia, torace muscoloso. Si siede al PC, pantaloni slacciati. Cavolo, si sta toccando. La mano va su e giù, lento. Il mio cuore batte forte. Mi bagno già, le mutande umide.
Mi avvicino alla finestra, tiro appena la tenda. Lui non mi vede, o forse sì? Alza lo sguardo, un secondo. Sorrido nervosa. Prendo il telefono, esito. ‘Grazie per il consiglio medico l’altro giorno. Buona serata.’ Invio. Risponde subito: ‘Piacere mio. Vuoi passare?’ Il cazzo mi pulsa. ‘Sì.’
Lo Sguardo Proibito dalla Finestra
Corro giù, cuore in gola. Busso piano. Apre con quel sorriso da predatore. ‘Entra, Sofia.’ Niente stretta di mano, aria elettrica. Mi porta nel salotto, divano enorme. ‘Non offro da bere, so perché sei qui.’ Arrossisco. ‘Non lo so nemmeno io.’ Ride. ‘Sì che lo sai. Vuoi la mia cazzo in bocca, o che ti scopi?’
Mi ordina: ‘Togliti la camicetta.’ Obbedisco, tette al vento. Lui si spoglia, shorty bianco teso su un’uccello enorme. ‘Ti piace?’ Annuisco. ‘Toccami.’ La prendo, calda, venosa. 25 cm, porca troia. La branlo piano, lui geme. Mi spinge in ginocchio. ‘Succhia.’ Apro la bocca, ingoio metà, lingua sul glande. Sa di uomo, sudore. Lui pompa, mi scopa la gola. Paura che i vicini sentano, finestre aperte.
La Notte di Passione e Rischio
Mi alza, mi bacia duro, lingua dentro. Mi strappa le mutande, mi piega sul divano. ‘Che bel culo.’ Mi lecca il buco, lingua bagnata che entra. Gemo forte, ‘Marco, cazzo…’ Due dita dentro, vibro. Mi gira, mi mangia la figa, clito gonfio. Vengo urlando, schizzi sulla sua faccia. Lui ride, ‘Brava puttana.’
Mi fa inginocchiare di nuovo, mi incula la bocca veloce. ‘Sto per venire.’ Mi tiro indietro, sperma caldo sulla faccia, scende sul collo. Doccia insieme, sapone sul corpo, dita nel culo lubrido. Vibro in mano, me lo infila, vibra forte. ‘Vieni ancora.’ Esplodo, gambe tremanti.
Torniamo sul divano, sudati. ‘Un giorno ti scopo il culo.’ Annuisco, eccitata. Parliamo piano, lui bi, io curiosa. Mi addormento un po’, poi scappo piano. Ora, dal balcone, lo vedo dormire. Il quartiere è lo stesso, ma ora so cosa nasconde ogni finestra. Quel segreto carnale mi fa bagnare solo a pensarlo. Ogni vicino ha il suo peccato.