Ero sul balcone, con il caffè in mano. L’odore forte mi saliva dal naso, mescolato all’aria tiepida di sera. Dall’appartamento di fronte, le persiane socchiuse. Lui, Marco, il vicino quadra, era lì. Camicia aperta, pantaloni abbassati. Si toccava piano il cazzo duro. L’ho visto subito, la luce tamisée del suo salotto lo illuminava. Il rideau si muoveva appena, come se sapesse che lo guardavo.

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Mi sono morsa il labbro. Da settimane, quei sguardi. Lui sul balcone a fumare, io in vestaglietta leggera. Sorrisi complici, un ‘buonasera’ rauco. Le nuove vicine, quelle due troie – una bionda minuta, l’altra bruna formosa – si erano trasferite proprio lì accanto a lui. Le avevo viste in bikini sul loro balcone. Seni grossi, fiche depilate sotto il tessuto sottile. Sospettavo spiassero pure loro. Un brivido mi ha percorso la schiena. La mia fica si è bagnata all’istante.

Sguardi Caldi dal Balcone

‘Buonasera, Sofia’, ha detto lui ieri, sporgendosi. Voce bassa, occhi famelici sul mio seno. ‘Fa caldo, eh?’. Ho annuito, sentendo i capezzoli duri contro la stoffa. Una macchina è passata in strada, rombando piano. Il cuore mi batteva forte. ‘Vieni a bere qualcosa?’, ha chiesto stasera, dopo avermi vista fissarlo. Non ho resistito. Ho lasciato il caffè, sono scivolata dentro.

La porta si è chiusa con un clic. Lui mi ha presa per la vita. ‘Ti guardo da giorni, puttana’, ha sussurrato, mano sulla mia fica. Ero fradicia. L’ho spinto sul divano, ginocchia a terra. Il suo cazzo, grosso e venoso, mi puntava in faccia. ‘Lo voglio’, ho gemuto. L’ho leccato dalla base alle palle pelose, odorando il suo sudore maschio. Lui gemeva, ‘S succhia, troia’. La mia bocca lo ha ingoiato tutto, gola piena. Succhiavo forte, saliva che colava.

Sesso Crudo e il Brivido di Essere Visti

Persiane aperte, balcone vicino. Sapevo che le vicine potevano vedere. La bionda, con quegli occhioni verdi, forse spiava dal buio. La bruna, tette enormi, magari si toccava. L’eccitazione mi bruciava. ‘Fottimi la bocca’, ho implorato. Lui mi ha afferrato i capelli, scopandomi la faccia. Palle che sbattevano sul mento. ‘Sto per venire’, ha ringhiato. Ho accelerato, lingua sul frenulo. Ha esploso, sborra calda e densa in gola. Ne ho ingoiato ogni goccia, leccando il resto dal glande viola.

Poi mi ha alzata, fiche spalancata sul suo cazzo ancora duro. ‘Montami’, ha ordinato. L’ho cavalcato, balcone a un metro. Vento leggero, rumore di passi in condominio. Paura e goduria. ‘Se ci vedono…’, ho ansimato. ‘Meglio, che guardino come ti riempio la fica’. Spinte violente, il mio clitoride sfregava. Ho urlato venendo, pareti che lo stringevano. Lui ha pompatomi dentro, sborra che traboccava.

Ora sono tornata sul mio balcone, gambe molli. Lui sorride dalla finestra, luce spenta. Le vicine? Il loro rideau ha tremato prima. Sento ancora il sapore del suo sperma. Ogni volta che esco, li vedo – lui, loro. Il condominio non è più lo stesso. Un segreto sporco, caldo, che mi fa bagnare solo a pensarci. Chissà domani…

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