Ero tornata a casa verso le 19, stanca morta dopo una giornata di merda al lavoro. Parcheggio la macchina in garage, prendo la posta – solite bollette e pubblicità. ‘Cazzo, che palle’, penso. Il mio ragazzo è in ritardo, riunione fino alle 20. Decido di prepararmi una cena decente, magari per sorprendere lui dopo. Metto su le luci basse, accendo una candela in cucina. Odore di caffè forte sul balcone, esco un attimo a fumarmi una sigaretta. Rumorino di un’auto che passa in strada, aria fresca.

Alzo lo sguardo: appartamento di fronte, balcone a un tiro di schioppo. Luca, il vicino figo, alto, muscoloso, è lì che sistema la tavola. Candele accese, luce tamizzata gialla che filtra dalle tende semiaperte. Si muove piano, mette piatti, vino. Lei non c’è ancora. I nostri occhi si incrociano per un secondo – lui sorride, io arrossisco. Tendina si muove appena, come se volesse nascondere ma non troppo. Cuore che batte forte, proibito guardare così i vicini.

Sguardi Caldi e Tensione Vietata

Entro, ma non chiudo la finestra. Lo spio mentre cucina: pasta, qualcosa di semplice. Lei arriva, mora slanciata, si abbracciano. Ridono, brindano. Io sul mio balcone col caffè, gambe accavallate, ma la fica già bagnata. Lui mi lancia un’occhiata, sa che guardo. Lei gli tocca il pacco da sopra i pantaloni, lo bacia sul collo. Cazzo, si stanno scaldando. Io mi mordo il labbro, mano che scivola sotto la gonna corta. Rischio che un altro vicino dal piano di sotto alzi la testa.

Non resisto più. Mi alzo la gonna, mutandine da un lato, dita sulla clitoride gonfia. Loro dentro, lei gli slaccia la camicia, lui le alza la veste – bas res, reggicalze. Si baciano voraci, lui le mangia le tette. Io ansimo piano, due dita dentro la fica fradicia, pollice sul clit. Lui guarda fuori, proprio verso di me. Mi vede. Sorride malizioso, continua a leccarle la figa sul tavolo. Io vengo quasi, gambe tremanti, odore di sborra nell’aria?

Sesso Selvaggio con il Rischio di Essere Scoperti

Improvvisamente, lui esce sul balcone. ‘Ehi, Sofia, non dormi?’ Voce bassa, eccitata. Io lì, gonna su, dita bagnate. ‘Luca… shh, tua moglie?’ ‘Sta sotto la doccia, vieni qui.’ Salto il muretto basso tra balconi – adrenalina pura, macchina che passa di nuovo, luci stradali tremolanti. Mi spinge contro la ringhiera, mano sulla mia fica. ‘Ti ho vista, troia, ti piace spiare.’ Bacio duro, lingua dentro. Mi strappa le mutande, cazzo già fuori, duro come ferro, grosso. ‘Scopami, dai, prima che ci vedano.’ Mi gira, mani sul ferro freddo, fica esposta al quartiere. Entra di colpo, profondo, mi spacca. ‘Ahhh, sì, fottimi forte!’

Pompate veloci, schiaffi sulle chiappe, palle che sbattono. ‘La tua fica è stretta, cazzo.’ Io gemo, ‘Più forte, Luca, riempimi!’ Sua mano sul mio collo, l’altra sul clit. Sento lei che chiama da dentro, ‘Luca?’ Lui accelera, ‘Zitta, sto venendo.’ Mi sborra dentro, caldo, tanto. Io squirto sul balcone, gambe molli. Esce piano, mi bacia. ‘Segreto nostro.’ Torno a casa di soppiatto, lui pure.

Dentro, sudata, sorriso da ebete. Pulisco il balcone veloce, caffè finito, freddo. Ora ogni luce accesa qui intorno mi fa fremere. La coproprietà non è più noiosa: Luca mi saluterà domani con occhi complici. Quel brivido proibito ha cambiato tutto. Non vedo l’ora della prossima sera.

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