Ero sul balcone, caffè in mano, aroma forte nell’aria umida della sera. Roma dormiva piano, un’auto passa lenta in strada, fari che sfiorano le persiane. L’appartamento di fronte, luce tamisée, il sipario si muove appena. Sbircio. Luca e la sua mora, diciamo Giulia, con un’amica bruna, magra, tette pesanti. Si abbracciano sul letto, corpi nudi che si strusciano. Io… ehm, sento un calore tra le gambe. Mani balzano piano sulla mia fica già umida.

Loro ridono, si baciano lenti, lingue che danzano. Giulia accarezza l’amica, dita che scivolano giù. Luca guarda fuori, verso di me? Il cuore mi batte forte. Proibito, così vicino, un piano sotto. Potrebbero sentirmi respirare. Io apro di più le gambe, gonna alzata, dita dentro. Loro accelerano: Giulia prende un dildo rosa, lo lega in vita. Amazzone nuda. Luca lo succhia, crudo, saliva che cola. L’amica si unisce, due bocche sul cazzo finto. Io gemo piano, rischio che il vicino senta.

Lo sguardo bollente dalla finestra

Luca mi fissa ora, occhi complici. Sa che guardo. La sua cazzo vera è dura, puntante. Giulia lo prepara, lo lubrifica, lo incula piano. Lui ansima, “Cazzo, sì…”. Io vengo quasi, dita veloci nella fica fradicia. Lui si gira verso la finestra, mi fa cenno. La tensione esplode. Bussa alla porta dopo cinque minuti, sudato, in boxer.

“Ti ho vista, troia voyeur”, sussurra entrando. Lo trascino dentro, balcone aperto, rischio totale. “Zitto, scopami”. Baci selvaggi, lingue incasinate, mani che graffiano. Il suo cazzo duro contro la mia pancia, lo afferro, lo pompo forte. “Succhia”, ordino. Mi inginocchio, lo ingoio tutto, gola piena, saliva che schizza. Lui geme, “Porca puttana, sì…”. Lo spingo sul letto, gli lecco il culo, dito dentro, lo apro. Prendo il mio strap-on dal cassetto, nero, grosso. Lo lubrifico, lui ansima, “Fallo, inculami come tua puttana”.

La scopata cruda e il culo preso

A quattro zampe, finestra aperta, luce che ci illumina. Spingo piano, il suo anello cede, “Aaaah, cazzo!”. Entro piano, poi forte, lo riempio. “Prendilo tutto, salaud”. Colpi di reni duri, palle che sbattono, lui si sega la cazzo paonazza. “Più forte, inculami!”. Paura che Giulia senta i gemiti, o un altro vicino passi. Adrenalina pura. La base del dildo mi sfrega la clitoride, sto per esplodere. Lui urla, “Vengo!”, sborra sul lenzuolo in fiotti caldi. Io lo seguo, tremo, “Cazzo, sì!”.

Ci accasciamo, sudati, cuori impazziti. “Torna da lei”, sussurro, “ma ora so il tuo segreto”. Lui scappa piano, porta che si chiude. Io al balcone, caffè freddo ormai. Loro continuano là, ignari? No, Luca mi strizza l’occhio dalla finestra. La coproprietà non è più la stessa. Ogni luce accesa, ogni sipario mosso… mi bagna. Questo sporco legame ci lega per sempre.

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